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"Le idee non dormono mai" è il workshop organizzato dal corso di Laurea in "Scienze e Tecniche della Comunicazione grafica e multimediale" dello IUSVE  che dura una settimana e coinvolge tutti gli studenti di terzo anno e ogni anno nuove aziende che commissionano un lavoro vero e proprio.

Presentazione della seconda edizione del 2010

Segni. Colori. Parole.
Una storia. Più storie.


Con queste parole tento di esprimere la sintesi emotiva e razionale provata alla presentazione dei lavori dei gruppi degli studenti del secondo anno del corso di laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale (STC) al termine di una settimana di inteso lavoro e studio, di ricerca per dare vita al logo, all’immagine coordinata, ai gadget come risposta alle attese della committenza.

I vari gruppi non sempre erano brillanti nel presentare a parole il loro risultato finale, ma i colori e icaratteri, gli spazi vuoti e le parole scelte  raccontavano da soli una storia interessante perché facevano appello ai sensi, all’emozione e alla ragione passando per l’immaginazione.
Credo sia per questo motivo che la “storytelling” è diventata una nuova disciplina del marketing e della comunicazione.
Non so se questo sarà motivo sufficiente per decidere di proporre questa esperienza anche agli studenti dei prossimi anni. Se la finalità del workshop è quella di far sperimentare il valore di lavorare in gruppo, di sperimentare i mezzi più svariati per condividere una emozione, un’esperienza, per dare vita a sogni, allora  il workshop nella sua seconda edizione, 6-11 giugno 2010, mi pare abbia raggiunto il suo scopo.
Il workshop offre un’occasione unica allo studente durante il corso di laurea per dare consistenza comunicativa alle proprie idee, per dare forma, colore, parola ai sogni, ai progetti con un prodotto finale tangibile, misurabile, valutabile da una giuria.
Quest’ultimo aspetto è tanto sentito che, se non si pianificano bene le azioni, il lavoro finale della giuria rischia di essere percepito non come conferma o incoraggiamento allo sviluppo delle conoscenze e abilità, stimolo all’emulazione, ma come una gara con qualche inevitabile reazione sul piano dell’emotività nei riguardi della scelta operata dalla giuria.
Il workshop si presenta come opportunità di valorizzare i propri talenti e di porsi in rapporto con la realtà di un vero committente e di una giuria di valutazione.  
Per la durata di una settimana, lo studente si confronta in modo intensivo con tutte le fasi di un progetto, dal briefing all’ideazione, dalla progettazione all’esecuzione sotto la guida collegiale di più docenti di diverse discipline. L’obiettivo è di accrescere negli studenti le capacità di analisi e di sintesi dei molteplici fattori che intervengono nei progetti. Ai docenti è offerta una opportunità di verificare la congruenza dei contenuti erogati e la modalità con cui la propria disciplina contribuisce alla realizzazione del progetto.

I committenti e i progetti in questa edizioni sono stati:
•    L’ospedale all’Angelo, reparto di Ostetricia, neonatologia, pediatria che ha richiesto logo e coordinato, copertina brochure, depliants, manifesti
•    La Federazione Italiana Flying Disc che ha chiesto logo istituzionale, coordinato complessivo, merchandise.

Il briefing iniziale è stato molto ben preparato e illustrato con slide molto significative. I rappresentanti del reparto di neonatologia e pediatria dell’Ospedale all’Angelo (VE) e della Federazione Italiana Flying Disc hanno posto chiaramente in evidenza che cosa si aspettavano come risultato finale del progetto. Sono stati presenti anche al terzo giorno per chiarire dubbi e dare un loro primo segno di gradimento o meno di quanto gli studenti stavano elaborando. Hanno inoltre partecipato con due membri per Ente alla commissione di valutazione.
Presidente della giuria è stato il dott. Paolo Tassinari, direttore della rivista “Casabella” e di uno studio grafico tra i migliori del Nord Italia. Si è optato per una composizione della giuria  in cui prevalesse numericamente la parte accademica su quella della committenza perché vogliamo avere un risultato basato su criteri condivisi dagli esperti  e dal contributo dei committenti. La committenza ha sempre la possibilità di scegliere uno o più progetti che ritiene maggiormente validi per le sue finalità anche se non dovesse coincidere con il giudizio della commissione di valutazione.

Il modello, a mio parere, è sicuramente valido e con risultati adeguati all’impegno organizzativo e didattico. Tuttavia alcune attenzioni sul piano del tempo a disposizione rispetto all’ampiezza di certi progetti, sulla consapevolezza che non si fa il workshop per vedere chi il migliore ma per condividere conoscenze e abilità, favoriranno un dialogo ancor più proficuo tra studenti, docenti e committenti.