Bellezza, audacia, coraggio

Lo scorso trenta settembre ho partecipato, in qualità di giudice, a un workshop organizzato dallo IUSVE, nel quale gruppi di ragazzi sono stati coinvolti nello sviluppo di progetti grafici e creativi per clienti reali. Non esprimo in questa sede tutta l’ammirazione per un’università che avvicina gli studenti al mondo del lavoro, facendo loro capire cosa significhi realizzare un vero progetto, ma mi soffermo su ciò che più mi ha colpito di questa esperienza, ovvero l’energia, l’entusiasmo, il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e la creatività. Valori di cui ho fatto tesoro e che ho portato nella mia agenzia, perché nella caoticità del lavoro quotidiano spesso dimentichiamo queste risorse, che sono state il motore dei nostri inizi, la forza che ci ha aiutati a superare i momenti difficili, la stanchezza, i tanti no, le crisi e i “stavolta non ce la faremo”. Un grande grazie, quindi, a questi ragazzi che mi hanno ricaricato di energia e un incoraggiamento a mantenere sempre la vivacità e l’entusiasmo nella loro futuro professionale, perché la professionalità è, e sempre di più sarà, un requisito fondamentale nella loro carriera. Ma la vera differenza la farà la perseveranza, che viene alimentata da quell’entusiasmo e da quel coraggio che ho visto in ognuno di loro. Concludo con una poesia di Samuel Ullman, per esprimere a tutti i ragazzi l’augurio di raggiungere risultati sempre più positivi negli studi, nel lavoro e nella vita: “La giovinezza è uno stato d’animo che consiste in una certa forma della volontà, in una disposizione dell’immaginazione, in una forza emotiva, nel prevalere dell’audacia sulla timidezza, della sete dell’avventura sull’amore per le comodità. Non si invecchia per il semplice fatto di aver vissuto un certo numero di anni, ma solo quando si abbandona il proprio ideale. Se gli anni tracciano i loro solchi sul corpo, la rinuncia all’entusiasmo li traccia sull’anima. La noia, il dubbio, la mancanza di sicurezza, il timore e la sfiducia sono lunghi anni che fanno chinare il capo e conducono lo spirito alla morte. Essere giovani significa conservare a sessanta o settant’anni l’amore del meraviglioso lo stupore per le cose sfavillanti e per i pensieri luminosi; la sfida intrepida lanciata agli avvenimenti, il desiderio insaziabile del fanciullo per tutto ciò che è nuovo, il senso del lato piacevole e lieto dell’esistenza. Resterete giovani finché il vostro cuore saprà ricevere i messaggi di bellezza, di audacia, di coraggio, di grandezza e di forza che vi giungono dalla terra, da un uomo o dall’infinito. Quando tutte le fibre del vostro cuore saranno spezzate e su di esse si saranno accumulati le nevi del pessimismo e il ghiaccio del cinismo, è solo allora che diverrete vecchi e possa Iddio aver pietà della vostra anima”.