Un’esperienza di condivisione a Roma presso la redazione delle suore Apostoline

Sabato 15 e domenica 16 dicembre 2018, un gruppo di studenti, del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, dei Campus di Mestre e Verona, ha proposto alle suore Apostoline della rivista SE VUOI, alcuni percorsi a “misura di giovane” per rendere il periodico ancora più vicino al mondo giovanile condividendo le molte conoscenze apprese durante il loro percorso di studi allo IUSVE. Davide, Elena, Alex, Silvia e Jacopo, hanno portato le loro prospettive donando preziosi suggerimenti a tutta la redazione. Ha inoltre partecipato all’incontro anche Don Giovanni Berti, sacerdote le cui vignette sono oramai virali in rete (www.gioba.it).
Ecco quanto raccontano i 5 studenti riguardo la loro esperienza nella capitale.

Davide Bettin
Studente del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale – Campus di Mestre

Il mio viaggio verso la capitale è iniziato con una proposta, quella che il Prof. Carlo Meneghetti mi ha rivolto coinvolgendo anche altri studenti dello IUSVE. Il suo invito è stato chiaro e semplice: “andiamo a portare a un gruppo di sorelle quanto sapete”. Inizialmente sono rimasto un po’ basito da questa richiesta: io, in un convento, a spiegare a delle suore, ciò che ho appreso nel corso di tre anni all’Università IUSVE? La proposta mi sembrava inusuale, soprattutto per l’ambiente con cui sarei andato a confrontarmi.
Nei giorni precedenti il viaggio ho preso informazioni sulla realtà delle Apostoline e sul contesto in cui sarei andato, ho fatto qualche ricerca in rete sulla comunità di Roma, sulla loro missione, sui loro ideali e su ciò che realizzavano di concreto: una rivista, chiamata “SE VUOI” rivolta ai giovani e per i giovani, per aiutarli a trovare la loro strada, ovvero la loro vocazione.
Durante l’incontro, ho cercato di dare qualche suggerimento riguardo l’aspetto grafico della rivista; per affrontare al meglio l’argomento, ho elaborato una serie di slide con i pro e contro della rivista, evidenziando gli aspetti da tenere in considerazione per le future pubblicazioni editoriali.
Appena arrivati l’accoglienza è stata sbalorditiva, quasi inaspettata. Ho trovato un gruppo gioioso, pieno di allegria e voglia di fare. La visita all’interno della loro casa mi ha permesso di vedere dove vivono, dove si riuniscono, dove pregano e dove lavorano. È un luogo dove ognuno ha il suo compito e lo svolge alla perfezione. Ma come ogni lavoro, dopo un po’, c’è bisogno di qualche “corso di aggiornamento”, e noi eravamo lì per questo. Carico di energia ho presentato davanti a una trentina di suore ciò che avevo prodotto (mai visto così tante suore tutte assieme!), ed è stato bellissimo perché ho trovato persone veramente interessate a quello che dicevo, desiderose di avere nuove idee e stimoli su cui basare i loro prossimi lavori. Concluso il momento di presentazione c’è stato un tempo dedicato alla condivisione dove, a seconda dell’area di interesse, si poteva approfondire il tema sviluppato in plenaria. Due ore d’incontro, un’enorme quantità di parole elargite, tra le più appaganti che ho avuto modo di dire nella mia vita fino ad ora.
Il mio lavoro si è concluso condividendo qualche spiegazione e approfondimento, inoltre ho fatto anche io diverse domande sulla loro vita e sul contesto in cui operano. Ho visto persone felici, che amano quello che fanno, ho trovato professioniste con la voglia di mettersi in gioco e ho conosciuto nuovi colleghi, con cui in precedenza, avevo magari solamente incrociato lo sguardo all’interno dei corridoi IUSVE. Un’esperienza da rifare!

Elena Concato
Studentessa del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Nelle 24 ore di crescita e dialogo reciproci, abbiamo presentato i nostri progetti, e una cosa che mi ha colpita molto è stato l’interesse con cui le suore Apostoline hanno accolto i nostri suggerimenti.
Dopo una prima fase in plenaria, ci siamo suddivisi in vari team di lavoro: chi si occupava della redazione e del copywriting, chi del merchandising, chi di grafica, chi di media education e chi, come me e Silvia, di formazione per campi scuola e grest.  È stato un momento di creatività condivisa, di scambio di pensieri e punti di vista, che ho avuto modo di apprezzare ancora di più soltamente dopo essere tornata a Verona. 
I momenti conviviali e ludici, ci hanno permesso di conoscere meglio questa realtà che concilia nella formazione di giovani, educatori, animatori e vocazioni di varia natura la missione evangelica e la comunicazione, due aspetti molto importanti nel mondo della Chiesa.
La bontà e la tenerezza con cui siamo stati accolti mi hanno lasciata senza parole. 

È stata proprio una bella esperienza di crescita personale e professionale.


Alexandru Onel
Studente del terzo anno del Corso di Laurea Triennale Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Mestre

L’esperienza che abbiamo vissuto è stata inaspettatamente sorprendente.
Io mi sono occupato della parte di merchandising, nella mia presentazione, infatti, ho parlato del brand che ho ideato per avvicinare i giovani alla fede con l’intento di far passare il messaggio che di fronte alle difficoltà della vita, ci sarà sempre Qualcuno al loro fianco. Per questo ho proposto una linea di magliette contenenti simboli che riconducono alle relazioni umane ma anche alla sfera religiosa; per veicolare il messaggio, ho scelto un capo di abbigliamento in quanto si trova a essere “a contatto” con la persona.
Tra risate, chiacchere e giochi, mi sono sentito un po’ come a casa, pranzare e cenare con loro, ci ha permesso di conoscerci e conoscerle, campendo ancora meglio come vivono. Mi ha stupito molto la loro voglia di crescere e il loro costante impegno per poter migliorare la comunicazione rivolta ai giovani.
Questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio culturale e mi ha permesso di conoscere, condividere e di avere un confronto con altre persone di età, pensieri e con stili di vita diversi dal mio.

Silvia Savoia
Studentessa del terzo anno Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Condivisione. Una parola molto utilizzata nella nuova era delle tecnologie tanto che, siamo quasi andati a perderne il significato più profondo. Invece io l'ho ritrovato in poco tempo, riscoprendolo nei gesti e nelle azioni delle Suore Apostoline che, con la loro gentilezza, il loro sorriso e il loro saper ascoltare, hanno saputo ricordarci quale sia il vero valore della condivisione. Infatti, è stato un weekend all'insegna dello scambio in quanto è stato possibile presentare idee e progetti in tema di Media Education e, conseguentemente, ci ha permesso di sviluppare dibattiti più che costruttivi. Credo sia stata un’occasione gratificante per entrambe le parti, per ascoltare l'altro, per imparare e arricchirsi di nuove conoscenze. Dal canto nostro, abbiamo potuto fornire alcuni nuovi approcci alla comunicazione, specie quando si considera la relazione con i giovani, e dall'altro ci sono stati trasmessi implicitamente tanti semplici consigli su come essere “brave persone”, per noi spendibili nel nostro futuro di comunicatori. Sicuramente il calore della loro accoglienza, la loro simpatia e la loro genuinità hanno contribuito a farci sentire subito in una piccola grande famiglia, dove tutto è per tutti e per tutti c'è sempre un posto a tavola.

Jacopo Masiero
Studente del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Web Marketing e digital Communication - Campus di Mestre

Insieme alle responsabili della redazione ci siamo interrogati su quali attenzioni avere, come educatori, per accompagnare i giovani a vivere in modo positivo, critico e felice il reale mondo della rete.
È stato un weekend molto intenso, ma allo stesso tempo ricco di condivisioni e di confronti dove ho avuto modo di mettere in gioco le tante competenze acquisite in questi anni di Università e la mia esperienza, a contatto con i ragazzi, come media educator e capo scout.
Sono contento di aver incontrato persone che hanno a cuore il bene dei ragazzi e che hanno il coraggio di mettersi in discussione, con l’obiettivo di aiutare i giovani a raggiungere una felicità piena.
L’augurio che ho lasciato loro è stato quello di continuare a impegnarsi per far conoscere i nuovi linguaggi e i luoghi abitati dai ragazzi, sia online che offline, in modo da veicolare in modo completo il loro messaggio di sostegno e di orientamento vocazionale. Tutto questo con la consapevolezza che, proprio come nell’età dell’adolescenza, anche il mondo della comunicazione digitale, è caratterizzato da velocità e continua evoluzione.