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Ecco gli elaborati e le eccellenze realizzate dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e articoli, attività di comunicazione e pubblicazioni realizzati dai nostri docenti.

Il professor Francesco Pira riceve il Premio Speciale Penna Maestra

Venerdì 22 giugno 2018 ad Avola presso il Teatro Garibaldi, il prof. Francesco Pira, docente di Comunicazione pubblica e d’impresa nel corso di Baccalaureato/Laurea Triennale in Scienze e tecniche della Comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione, ha ricevuto il Premio Speciale “Penna Maestra”.



Il riconoscimento è stato assegnato dall’AGIRT (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici). Molto toccante e significativa la motivazione: “Per il grande lavoro svolto nella piattaforma Sigef dando un forte contributo alla formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca, da docente universitario, nel campo della comunicazione on line”.
La consegna dei Premi è avvenuta nel corso del seminario sul tema “Immigrazione e mass media, il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione dei richiedenti asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile”, organizzato dall'associazione Santo Stefano onlus.

Il seminario è stato aperto con una relazione, del professor Pira, sul tema: “Globalizzazione e migrazione: i media, la spettacolarizzazione e la controinformazione dei social network”. 
Dalla relazione, l’elemento che emerge con tutta evidenza, è la contraddizione forte che esiste tra come giudichiamo i comportamenti degli altri e ciò che accettiamo possa entrare a far parte del nostro quotidiano.

Un altro anno di media education nelle scuole del Veneto

Anche quest’anno IUSVE ha dato il suo apporto al percorso formativo delle scuole venete. Grazie ai progetti guidati dal prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, e che hanno visto anche la collaborazione della prof.ssa Drusian, docente di Sociologia dei consumi e del marketing, Metodologia del lavoro scientifico e Storia dei media nel corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale, l’anno scolastico appena terminato ha visto numerosi interventi che hanno coinvolto molte scuole di ogni ordine e grado del Veneto.

Dalle elementari fino alle scuole secondarie di secondo grado, i differenti progetti hanno permesso di affrontare temi importanti quali l’uso critico della rete, la gestione della propria privacy e dei social network, la presentazione online, le emozioni in rete e il cyberbullismo non solo con ragazze e ragazzi, ma anche con insegnanti e genitori.

Agli interventi hanno preso parte anche studentesse e studenti IUSVE che si sono impegnati al massimo per offrire delle attività che potessero essere significative, ma al contempo divertenti. Così da lasciare il segno nella mente di chi, ogni giorno, utilizza le risorse digitali.

Il Professor Marco Scarcelli ospite al convegno internazionale Intimacies Online, presso la Roskilde University (Denmark)

Il prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, ha partecipato come relatore, al convegno internazionale Intimacies Online, tenutosi presso l’Università di Roskilde (Danimarca).

Il convegno, che ha visto la partecipazione di studiose e studiosi provenienti da oltre 20 differenti paesi, si è concentrato sull’importanza degli ambienti digitali per ciò che riguarda le pratiche quotidiane che vanno ad intersecarsi con l’identità e con l’intimità.

Il prof. Marco Scarcelli ha fatto un intervento sull’importanza della riflessione metodologica quando si includono nella ricerca ragazzi e ragazze promuovendo quello che ha definito “approccio relazionale”. Visto il successo dell'intervento, la presentazione effettuata, diventerà un capitolo per un volume che si concentra proprio sulla ricerca con i più giovani e che sarà pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Routledge.

La studentessa Giorgia Scalchi ci racconta la sua esperienza all’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay

La collaborazione tra IUSVE e USAC ha permesso di attivare delle borse di studio per gli studenti meritevoli che vogliono mettersi alla prova e passare un periodo di studio all’estero, in una delle università partner di USAC. Molte sono le destinazioni nel mondo, tra queste c’è l’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay. È stata la scelta di Giorgia Scalchi, studentessa di Licenza/Laurea magistrale in Creatività e design della comunicazione. In questo articolo Giorgia ci racconta la sua esperienza.

“Life starts at the end of your comfort zone”. Questa frase ha accompagnato la mia vita negli ultimi anni e mi ha sempre spronata e incentivata a mettermi in gioco e spingermi oltre a quelle barriere immaginarie che chiamiamo limiti.
Ma la vita, davvero comincia alla fine del nostro porto sicuro? Finora abbiamo vissuto davvero o ci siamo adagiati alla routine di tutti i giorni?
Era da tempo ormai che speravo di poter svolgere il mio tirocinio all’estero, perché si sa, viaggiare apre la mente, rende le persone più indipendenti e autonome e allo stesso tempo in grado di adattarsi alle situazioni più svariate. Così quando a luglio dello scorso anno ho letto il bando messo a disposizione da IUSVE e USAC per studiare un semestre all’estero, il minimo che potevo fare era buttarmi, provarci.
È successo tutto molto in fretta: una volta stampati i documenti e discusso con i miei genitori di questa possibilità, ho inviato tutto il necessario per partecipare al colloquio e poter accedere alla borsa. “C’è solo un posto disponibile, non mi prenderanno mai. Tranquilla mamma che non ti scappo dall’altra parte del mondo”. Il 24 gennaio 2018 ero su un volo per Montevideo, Uruguay. Il primo periodo non è stato facile, per moltissime ragioni, una delle quali era legata al fatto che di spagnolo non sapevo nulla di nulla. “Massì, lo spagnolo è come l’italiano” dicevano, “ci aggiungi la S alla fine delle parole e ti capiscono subito”. Primo giorno, in fila al supermercato, ho lasciato il bancomat a casa e non avevo abbastanza soldi per pagare la spesa. Ci ho provato ad aggiungere S di qua e di là, ma ne era uscita una brutta versione del dialetto veneto e per fortuna le persone lì sono incredibilmente gentili e disponibili e se possono aiutare, Aiutano.

“Tranquilo” e “Hakuna Matata” sono stili di vita. Una delle cose che mi sono portata a casa è senz’altro questo. Modi di dire che spesso qui da noi vengono fraintesi e travisati in mancanza di volontà, irresponsabilità o superficialità. Trovo difficile spiegare con parole mie questi due concetti, quindi per farlo, cito Italo Calvino:
“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.
E di macigni sul cuore per un po’ davvero non ne ho avuti! La prospettiva attraverso cui guardiamo i nostri problemi, spesso è la chiave per poterli risolvere. Talvolta prendere e partire, non significa scappare, ma crescere e tornare più ricchi, e dopo l’Uruguay, è così che mi sento.

Durante il mio percorso ho incontrato persone straordinarie, partendo dagli insegnanti fino ad alcuni compagni di classe, diventati compagni di avventure. Ho impiegato il mio tempo seguendo diversi corsi all’università che non erano strettamente collegati con il mio percorso di studi in Creatività e Design della Comunicazione allo IUSVE, ma che comunque mi hanno dato tanto e di cui ho fatto tesoro. Il corso di spagnolo si è rivelato utile fin da subito per farmi sopravvivere in un paese straniero ed evitare di aggiungere le famose S alla fine delle parole. Le lezioni di Woman’s Activism mi hanno aperto gli occhi su realtà sociali vicine e lontane a me in cui la donna si trova. Musica y Cultura uruguaya mi ha permesso di analizzare in modo critico e oggettivo una società attraverso la sua musica e cultura. Grazie al programma organizzato da USAC ho potuto prendere parte anche a corsi di danza tipici dell’America meridionale, perché se non impari un minimo di samba, salsa o merenghe, non puoi dire di aver fatto tua la cultura di quella magnifica terra. Sempre il programma ha messo a disposizione delle uscite organizzate presso alcune delle cantine vitivinicole più famose dell’Uruguay, dove ho potuto gustare vini deliziosi e avvicinarmi di più agli altri ragazzi del programma che provenivano dagli Stati Uniti.

Ho conosciuto persone da ogni dove: studenti, lavoratori, viaggiatori e sognatori. Ognuno di loro era un piccolo mondo e la bellezza del viaggio sta anche in questo, conoscere mondi nuovi. Ho visto posti, che se chiudo gli occhi in questo preciso instante, riescono ancora a far risvegliare in me quel mix di stupore, pace o adrenalina che ho provato mentre ero lì. Ho imparato ad ascoltarmi nella solitudine e ad ascoltare gli altri nella condivisione. Ho provato l’indipendenza e la dipendenza da quest’ultima e nonostante abbia visto, conosciuto e vissuto realtà nuove e mondi diversi, la verità più grande l’ho ritrovata in me.

A scommettere su sé stessi non si perde mai, perché mal che vada si è tentato e questo non sarà mai un fallimento.

Lo Sguardo della Gallina, il nuovo libro del prof. Azzoni

Lo Sguardo della Gallina, pubblicato per LazyDog Edizioni, è il nuovo libro di Simone Azzoni, docente di Forme e linguaggi dell'arte, del primo anno del corso di Creatività e design della comunicazione del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, 
Cos'è rimasto delle avanguardie del Novecento?
Frammenti sparsi, onde di senso, tessere esplose di un collage ricomposto dallo sguardo sghembo e cubista di una gallina. Simone Azzoni, rilegge quelle intuizioni poetiche e profezie programmatiche confrontandole con le voci di attori, musicisti, cuochi e danzatori in un entusiasmante affresco espanso. Le illustrazioni sono state curate da Alessandro Sanna.

Per ulteriori informazioni:
prof. Simone Azzoni (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Maestri perché testimoni: il nuovo libro del professor Michele Marchetto

Il prof. Michele Marchetto, docente di Filosofia dell’educazione e Antropologia filosofica e comunicazione, presso lo IUSVE, ha curato, assieme alla prof.ssa Patrizia Manganaro, il volume: Maestri perché testimoni. Pensare il futuro con John Henry Newman e Edith Stein, che raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso lo IUSVE, il 19 e il 20 gennaio 2017. Due sono le direzioni alla base dell’ideazione del convegno, una retrospettiva, che guarda alle radici del rapporto che lega Newman e Stein, e l’altra prospettica, che intende pensare il futuro in relazione ad alcune tematiche particolarmente importanti per la cultura contemporanea, dalla persona alla coscienza, dalla formazione dell’uomo all’educazione morale.

Perché John Henry Newman e Edith Stein? Nel 1998, nell’Enciclica Fides et Ratio (§ 74), Papa Giovanni Paolo II citava John Henry Newman (1801-1890) e Edith Stein (1891-1942) subito dopo i Padri della Chiesa e insieme a Rosmini, Maritain, Gilson, Solov’ev, Florenskij, Caadaev e Lossky, come «esempi significativi di un cammino di ricerca filosofica che ha tratto considerevoli vantaggi dal confronto con i dati della fede».

Il volume raccoglie scritti di: Angela Ales Bello, John F. Crosby, Enrico dal Covolo, Hermann Geissler, Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, Ian Ker, Markus Krienke, Patrizia Manganaro, Mauro Mantovani, Michele Marchetto, Leonardo Messinese, Grégory Solari, Cristian Vecchiet.

Patrizia Manganaro è docente di Storia della filosofia contemporanea e di Filosofia del linguaggio presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense; visiting professor nella Pontificia Universidade Católica do Paranà (Brasile); membro del comitato scientifico dell’Area internazionale di Ricerca “Edith Stein nella filosofia contemporanea” (Aires) e dell’Area internazionale di Ricerca sui Fondamenti delle Scienze (Irafs), sezione “Logos & Pathos”. È autrice di Empatia (EMP, 2014); Persona-logos. La sintesi filosofico-teologica nel pensiero di Edith Stein (LUP, 2015); Fenomenologia da relaçao. A Pessoa Humana em Edith Stein (Jurúa, 2016); Narcisismo. Tre riflessioni liquide (EMP, 2016); Pensieri concentrici. Lettere fenomenologiche al teologo (con R. Ferri, Carabba, 2016); Logos & Pathos. Epistemologie contemporanee a confronto (con F. Marcacci, Studium, 2017); Formare e tras-formare l’uomo. Per una storia della filosofia come paideia (con E. Vimercati, ETS, 2017).

Michele Marchetto è docente di Filosofia dell’educazione e Antropologia filosofica e comunicazione nei corsi di laurea dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE), e di Filosofia della religione nella Facoltà Teologica del Triveneto; è membro del comitato di redazione della rivista “IusvEducation”. Studioso del pensiero anglosassone, è uno dei maggiori esperti italiani di John Henry Newman, di cui ha curato gli Scritti filosofici (Bompiani, 20142) e gli Scritti sull’Università (Bompiani, 2008), mentre è in preparazione Prova del teismo (Castelvecchi). Al Cardinale inglese, oltre a numerosi saggi in riviste e miscellanee, e a interventi in convegni in Italia e all’estero, ha dedicato i volumi Un presentimento della verità. Il relativismo e John Henry Newman (Rubbettino, 2010) e John Henry Newman. Idea, identità, persona (Carocci, 2016). Fra i suoi lavori più recenti, Le ali dell’anima. Educazione, verità, persona (Rubbettino, 2010), e Buber. La vita come dialogo (La Scuola, 2013).

Edoardo Castagna vince la borsa di studio e vola a Shangai

All’interno della collaborazione con USAC oramai attiva da un paio di anni, lo IUSVE ha messo in palio per quest’anno una borsa di studio, dedicata ad uno studente del Dipartimento di comunicazione, particolarmente meritevole e con un buon livello di conoscenza della lingua inglese.
Edoardo Castagna, studente di secondo anno del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE del Campus di Verona, ha vinto la borsa di studio per partecipare alla Summer School 2018 di Shangai.
A luglio infatti volerà in Cina per frequentare un mese intensivo di corsi in lingua inglese, nella Shangai University, una delle università più importanti della Cina che attrae 2000 studenti provenienti da 80 paesi.

Lo IUSVE si congratula con Edoardo per il risultato raggiunto e gli augura di vivere un’ottima esperienza.

3 laureati IUSVE vincono il contest per il Comune di Chiavenna indetto da AIAP

Il Comune di Chiavenna, assieme ad AIAP, ha bandito un concorso per l’ideazione e la progettazione grafica del marchio per la promozione di Palazzo Vertemate Franchi in Valchiavenna. 

Stefano Lucchetti, Marika Sarzi Sartori e Silvia Benigni, laureati del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, hanno deciso di mettersi alla prova partecipando al contest.

Ecco cosa ci raccontano del loro progetto:
“Il quesito che ci siamo posti è stato quello di capire in che modo un logo potesse raccontare un palazzo di tale valore storico, riuscendo a dare maggior valore di quanto ad oggi gli venga attribuito. La risposta è stata la realizzazione di un logotipo semplice e pulito, basato su tre righe come il numero di piani del palazzo, trattando la tipografia e trasformando le lettere in vere e proprie stanze da esplorare. Il dettaglio del puntino della lettere "i" è infine un rombo con lati e diagonali uguali, il quale si identifica come il riassunto delle decorazioni rinascimentali presenti sul soffitto e elemento architettonico tipico della cultura rinascimentale.”

Il loro impegno è stato premiato con il secondo posto ad ex-equo.
Al team vanno i complimenti di tutto lo IUSVE.

Qui è possibile vedere il logo e lo studio dell’immagine coordinata.
Progetto Palazzo Vertemate Franchi 

L’edizione italiana di Prova del teismo di John Henry Newman

Il prof. Michele Marchetto, docente di Filosofia dell’educazione e Antropologia filosofica e comunicazione presso lo IUSVE, ha curato l’edizione italiana della pubblicazione Prova del teismo di John Henry Newman, edito da Etcetera. Il libro contiene la riflessione serrata di uno dei più grandi pensatori della storia della cultura cristiana, che conduce il lettore nella parte più profonda dell’animo umano.

«C’è una tenerezza quasi triste per aver sbagliato, e una contentezza riconoscente quando agiamo per il giusto, che è proprio ciò che proviamo nell’accontentare o nel dispiacere al padre o ad un rispettato superiore. Cosicché contemplando e rimuginando questo sentimento, la mente concluderà ragionevolmente che ad essere l’oggetto del sentimento è un padre invisibile. E questo Padre possiede necessariamente alcuni di quegli speciali attributi che appartengono alla nozione di Dio.»
(J.H. Newman)

In Prova del teismo, Newman replica a chi pensa che l’unica via per mantenere la fede sia oscurare la ragione; e lo fa con un argomento a sostegno dell’esistenza di Dio: non una formulazione meramente intellettuale, ma intimamente connessa alla pratica, una prova che passa attraverso il riconoscimento della consapevolezza della nostra esistenza e di una coscienza morale ad essa associata. La sottile analisi fenomenologica che la sostiene, rende manifesta la realtà trascendente di una Persona (Dio) dentro la persona che noi stessi siamo.
Il volume nasce dopo il suo ritorno in Inghilterra da Dublino, dove aveva presieduto l’Università Cattolica di nuova fondazione, nel 1859 Newman riprende l’antico proposito di scrivere di Fede e Ragione, avviando un percorso che porterà al capolavoro della Grammatica dell’assenso.

John Henry Newman
(Londra, 21 febbraio 1801 - Edgbaston, Birmingham, 11 agosto 1890)
Scrittore molto prolifico in teologia, filosofia, storia, ma anche predicatore affascinante, poeta e romanziere raffinato, polemista arguto, Newman fu figura prestigiosa dell’Università di Oxford e della Chiesa Anglicana, prima di essere ricevuto nella Chiesa Cattolica (1845), all’interno della quale sarà sacerdote (1847) e cardinale (1879), oltre che il padre invisibile del Concilio Vaticano II. Le opere che scandiscono il suo itinerario intellettuale e spirituale, sono gli studi sulle origini del Cristianesimo Gli Ariani del quarto secolo (1834) e Lo sviluppo della dottrina cristiana (1845); i Sermoni Universitari (1843) predicati all’Università di Oxford; i discorsi e le conferenze che accompagnarono la nascita dell’Università Cattolica in Irlanda raccolti ne L’Idea di Università (1852 e 1859); l’autobiografia “teologica” Apologia pro vita sua (1864); e soprattutto la Grammatica dell’assenso (1870), vera e propria fenomenologia dell’atto di fede come esercizio della ragione, e la Lettera al Duca di Norfolk (1875), che fa di Newman il “Dottore della coscienza”.

Lo IUSVE partecipa alla Pordenone Design Week 2018


La Pordenone Design Week dell’ISIA di Pordenone è un’occasione di formazione e arricchimento per qualsiasi studente ed è giunta alla VII edizione.
È un evento creato e promosso dall’ISIA Design di Roma, con sede a Pordenone, e dal Consorzio Universitario di Pordenone con la collaborazione del Comune di Pordenone e dei Giovani Imprenditori Confindustria.

Quest’anno anche IUSVE ha avuto la possibilità di mettersi in gioco in questo workshop con 7 studenti del corso di Baccalaureato/Laurea Triennale in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Campus di Mestre e di Verona: Alessandro Caminiti, Giacomo Caprioli, David Ferrell, Giada Gaianigo, Davide Perale (in qualità di tutor), Giulia Scattolon e Chiara Zaniol sono stati in trasferta a Pordenone dal 19 al 23 marzo 2018.

Gli studenti hanno seguito con entusiasmo i vari brief, avendo il piacere di lavorare per COMINshop, azienda che progetta e realizza arredi di negozi multimarca, e per Midj, che produce sedie, poltroncine e tavoli. Immersi nel mondo del design, hanno potuto integrare le loro conoscenze, competenze e metodologie con quelle dei loro colleghi di Pordenone e non solo… perché la Pordenone Design Week accoglie studenti da tutta Europa!

Nelle 120 ore trascorse, 12138120839 post-it, 12 ricariche del computer e i 105 pasti offerti non sono mancate le idee, i sorrisi, l’ansia, le traduzioni, le strette di mano... i caffè! In un’avventura come questa, non ci si poteva annoiare! Le giornate della Pordenone Design Week sono state alternate da workshop, mostre, lezioni in vetrina, convegni e forum internazionali. Se le mattinate e i pomeriggi venivano trascorsi in aula, le serate erano spese sempre in centro città, animate da qualche iniziativa che abbracciava il design. Diversi sono stati i giovani e i professionisti del settore che hanno presentato al pubblico le loro opere e i loro progetti.

Quindi, cosa ci si porta a casa da una settimana come questa?
Affinamento di team-working, del pensiero laterale e maggiore apertura mentale.
È stata un’esperienza altamente formativa, ci ha permesso di vedere altre realtà e di comprendere come lavorare al meglio con persone anche nuove, osservando quanto il mondo del design e della comunicazione possono essere vari e diversi… ma l’unione è affascinante proprio per questo!