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Ecco gli elaborati e le eccellenze realizzate dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e articoli, attività di comunicazione e pubblicazioni realizzati dai nostri docenti.

La studente Edoardo Castagna ci racconta la sua esperienza a Shangai con USAC

Che ci crediate o no è un attimo passare dal cuscino del divano di casa propria al cuscino del sedile di un Airbus A380, pronto per un volo di 11 ore diretto all’aeroporto di Pudong, Shanghai. Esatto tutto è cominciato così, ero seduto sul divano con il computer a spulciare il sito dell’università cercando qualche focus interessante a cui partecipare, cercavo qualcosa da fare a Verona, nel caso di un evento interessante mi sarei forse spinto fino a Mestre, ma mai avrei potuto credere che quel pomeriggio sarebbe stato l’inizio della mia avventura a Shanghai.
A mia madre quasi venne un colpo quando le ho dissi che avevo vinto la borsa di studio per poter andare a studiare un mese a Shanghai, ma poi per fortuna si mise l’anima in pace.
Il tempo di firmare qualche documento, ottenere il visto e passaporto ed ero in viaggio.
Non ero spaventato dalla barriera linguistica, tantomeno dalla distanza o dal fatto di andare completamente solo, per una volta nella mia vita avevo voglia di uscire dalla famosa comfort zone e fare qualcosa di diverso, quindi non ho esitato un momento quando mi si è presentata l’opportunità.

Appena atterrato ho subito notato quello per cui la Cina è tanto famosa: gente, tanta gente. Ovunque dirigevo il mio sguardo ero sicuro di vedere una miriade di persone.
La confusione era tanta e muovere i primi passi da solo in una città tanto grande non fu affatto facile.
Ma lo spirito di avventura era forte e ho fatto di tutto per farmi capire dai tassisti che difficilmente parlavano inglese, ho persino sperimentato il famoso linguaggio dei segni del classico turista impreparato e in qualche modo sono riuscito a raggiungere il campus universitario che per un mese sarebbe diventato la mia casa.

Durante le quattro settimane di permanenza, ho avuto la possibilità di conoscere persone fantastiche che mi hanno permesso di vivere una delle esperienze più gratificanti della mia vita e ho visitato luoghi che mi hanno incantato nel profondo.
Le lezioni di lingua cinese mi hanno permesso di comprendere, accompagnato da professori madrelingua, le basi per poter cominciare il mio (lungo) cammino nell’apprendere questa affascinante lingua, percorso che ho intenzione di proseguire per essere preparato in vista di un futuro ritorno.
Grazie ai corsi di studio USAC ho inoltre visitato grandi acceleratori e incubatori di startup, che mi hanno permesso di dare uno sguardo da vicino a sfide imprenditoriali di successo, ma anche realtà più piccole spinte dalla passione per le loro idee. Startup non solo cinesi, infatti imprenditori e giovani da tutto il mondo, sono attratti da una economia in rapida crescita e dai mezzi tecnologici che la Cina può offrire a chiunque abbia voglia di intraprendere la sua avventura imprenditoriale.

Alcuni viaggi possono durare giorni, mesi o anni. Altri invece durano per sempre e lasciano un segno profondo nella nostra vita, nel nostro modo di pensare e di essere.
Auguro a tutti di avere un'avventura esaltante come la mia, partendo per scoprire il mondo e imparando a conoscere i propri limiti per poi poterli infrangere, vedendo cose nuove e imparando a vedere la vita di tutti i giorni con occhi diversi.

Grazie a IUSVE e ad USAC e a tutti coloro che hanno reso questo viaggio una indimenticabile esperienza di vita.

Premiati quattro nostri studenti alla Pordenone Design Week dell’ISIA

Il 3 luglio a Pordenone è terminata l’esperienza per sei studenti del Dipartimento di Comunicazione, alla Pordenone Design Week promossa dall’ISIA di Roma. La premiazione dei gruppi vincenti, è avvenuta nella splendida cornice dell’ex Convento di San Francesco. Alessandro Caminiti, Giacomo Caprioli, Giada Gaianigo e Chiara Zaniol, hanno visto riconosciute le loro proposte progettuali per "A contemporary room" soluzioni innovative per MIDJ in Italy, azienda internazionale, leader nel settore del design. per arredare uno spazio abitativo e lavorativo in un mondo sempre più digitalizzato e in particolare per facilitare chi operi nel mondo della musica.
Il Direttore Giuseppe Marinelli ha riconosciuto la valenza positiva della collaborazione tra studenti di formazione diversa, che ha generato ottimi risultati di valore creativo e progettuale.
Questa prima collaborazione, ha aperto la strada a nuove e interessanti iniziative che verranno realizzate in futuro.

Davide Folador si classifica al terzo posto al concorso dell’Unione Internazionale degli Architetti

L’Unione Internazionale degli Architetti (UIA) ha indetto un concorso per la promozione della giornata mondiale dell’architettura in data 1/10/2018. 
Il concorso consisteva nel realizzare un manifesto che rappresentasse l’architettura, gli architetti e il mondo.

Davide Folador, laureando del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, ha deciso di mettersi alla prova partecipando al contest.
Ecco cosa ci racconta del progetto:
«Il design del manifesto nasce dalla volontà di esprimere un semplice concetto:
esistono tre forme (quadrato, cerchio, triangolo equilatero) che danno origine a tutte le forme esistenti. In un mondo che sta diventando sempre più complesso, credo che, per una vita migliore, sia necessario un ritorno alla semplicità, a partire dalle cose di tutti i giorni, e che essa debba essere il nostro obiettivo».

Perciò ha deciso di rappresentare il mondo con una semplice composizione, realizzata con le forme base della casa e del sole, rappresentanti il mondo artificiale e naturale.
Il carattere graziato utilizzato è un rimando ai testi di Vitruvio, fondatore dell’architettura come disciplina, e il significato del poster è stato utilizzato all’interno dello stesso come body copy, così da agevolare la promozione del messaggio.

Il poster (il terzo a destra nell’immagine dell’articolo) è stato premiato con il terzo posto da una giuria d’eccellenza, composta da Michael Bierut, Sulki & Min, e Trix Barmletter.

Si ringraziano i docenti Chinellato Aurelio e Noventa Claudio per il supporto al progetto.

Qui tutte le info: www.uia-architectes.org

Il professor Francesco Pira riceve il Premio Speciale Penna Maestra

Venerdì 22 giugno 2018 ad Avola presso il Teatro Garibaldi, il prof. Francesco Pira, docente di Comunicazione pubblica e d’impresa nel corso di Baccalaureato/Laurea Triennale in Scienze e tecniche della Comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione, ha ricevuto il Premio Speciale “Penna Maestra”.



Il riconoscimento è stato assegnato dall’AGIRT (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici). Molto toccante e significativa la motivazione: “Per il grande lavoro svolto nella piattaforma Sigef dando un forte contributo alla formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca, da docente universitario, nel campo della comunicazione on line”.
La consegna dei Premi è avvenuta nel corso del seminario sul tema “Immigrazione e mass media, il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione dei richiedenti asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile”, organizzato dall'associazione Santo Stefano onlus.

Il seminario è stato aperto con una relazione, del professor Pira, sul tema: “Globalizzazione e migrazione: i media, la spettacolarizzazione e la controinformazione dei social network”. 
Dalla relazione, l’elemento che emerge con tutta evidenza, è la contraddizione forte che esiste tra come giudichiamo i comportamenti degli altri e ciò che accettiamo possa entrare a far parte del nostro quotidiano.

Un altro anno di media education nelle scuole del Veneto

Anche quest’anno IUSVE ha dato il suo apporto al percorso formativo delle scuole venete. Grazie ai progetti guidati dal prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, e che hanno visto anche la collaborazione della prof.ssa Drusian, docente di Sociologia dei consumi e del marketing, Metodologia del lavoro scientifico e Storia dei media nel corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale, l’anno scolastico appena terminato ha visto numerosi interventi che hanno coinvolto molte scuole di ogni ordine e grado del Veneto.

Dalle elementari fino alle scuole secondarie di secondo grado, i differenti progetti hanno permesso di affrontare temi importanti quali l’uso critico della rete, la gestione della propria privacy e dei social network, la presentazione online, le emozioni in rete e il cyberbullismo non solo con ragazze e ragazzi, ma anche con insegnanti e genitori.

Agli interventi hanno preso parte anche studentesse e studenti IUSVE che si sono impegnati al massimo per offrire delle attività che potessero essere significative, ma al contempo divertenti. Così da lasciare il segno nella mente di chi, ogni giorno, utilizza le risorse digitali.

Il Professor Marco Scarcelli ospite al convegno internazionale Intimacies Online, presso la Roskilde University (Denmark)

Il prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, ha partecipato come relatore, al convegno internazionale Intimacies Online, tenutosi presso l’Università di Roskilde (Danimarca).

Il convegno, che ha visto la partecipazione di studiose e studiosi provenienti da oltre 20 differenti paesi, si è concentrato sull’importanza degli ambienti digitali per ciò che riguarda le pratiche quotidiane che vanno ad intersecarsi con l’identità e con l’intimità.

Il prof. Marco Scarcelli ha fatto un intervento sull’importanza della riflessione metodologica quando si includono nella ricerca ragazzi e ragazze promuovendo quello che ha definito “approccio relazionale”. Visto il successo dell'intervento, la presentazione effettuata, diventerà un capitolo per un volume che si concentra proprio sulla ricerca con i più giovani e che sarà pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Routledge.

La studentessa Giorgia Scalchi ci racconta la sua esperienza all’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay

La collaborazione tra IUSVE e USAC ha permesso di attivare delle borse di studio per gli studenti meritevoli che vogliono mettersi alla prova e passare un periodo di studio all’estero, in una delle università partner di USAC. Molte sono le destinazioni nel mondo, tra queste c’è l’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay. È stata la scelta di Giorgia Scalchi, studentessa di Licenza/Laurea magistrale in Creatività e design della comunicazione. In questo articolo Giorgia ci racconta la sua esperienza.

“Life starts at the end of your comfort zone”. Questa frase ha accompagnato la mia vita negli ultimi anni e mi ha sempre spronata e incentivata a mettermi in gioco e spingermi oltre a quelle barriere immaginarie che chiamiamo limiti.
Ma la vita, davvero comincia alla fine del nostro porto sicuro? Finora abbiamo vissuto davvero o ci siamo adagiati alla routine di tutti i giorni?
Era da tempo ormai che speravo di poter svolgere il mio tirocinio all’estero, perché si sa, viaggiare apre la mente, rende le persone più indipendenti e autonome e allo stesso tempo in grado di adattarsi alle situazioni più svariate. Così quando a luglio dello scorso anno ho letto il bando messo a disposizione da IUSVE e USAC per studiare un semestre all’estero, il minimo che potevo fare era buttarmi, provarci.
È successo tutto molto in fretta: una volta stampati i documenti e discusso con i miei genitori di questa possibilità, ho inviato tutto il necessario per partecipare al colloquio e poter accedere alla borsa. “C’è solo un posto disponibile, non mi prenderanno mai. Tranquilla mamma che non ti scappo dall’altra parte del mondo”. Il 24 gennaio 2018 ero su un volo per Montevideo, Uruguay. Il primo periodo non è stato facile, per moltissime ragioni, una delle quali era legata al fatto che di spagnolo non sapevo nulla di nulla. “Massì, lo spagnolo è come l’italiano” dicevano, “ci aggiungi la S alla fine delle parole e ti capiscono subito”. Primo giorno, in fila al supermercato, ho lasciato il bancomat a casa e non avevo abbastanza soldi per pagare la spesa. Ci ho provato ad aggiungere S di qua e di là, ma ne era uscita una brutta versione del dialetto veneto e per fortuna le persone lì sono incredibilmente gentili e disponibili e se possono aiutare, Aiutano.

“Tranquilo” e “Hakuna Matata” sono stili di vita. Una delle cose che mi sono portata a casa è senz’altro questo. Modi di dire che spesso qui da noi vengono fraintesi e travisati in mancanza di volontà, irresponsabilità o superficialità. Trovo difficile spiegare con parole mie questi due concetti, quindi per farlo, cito Italo Calvino:
“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.
E di macigni sul cuore per un po’ davvero non ne ho avuti! La prospettiva attraverso cui guardiamo i nostri problemi, spesso è la chiave per poterli risolvere. Talvolta prendere e partire, non significa scappare, ma crescere e tornare più ricchi, e dopo l’Uruguay, è così che mi sento.

Durante il mio percorso ho incontrato persone straordinarie, partendo dagli insegnanti fino ad alcuni compagni di classe, diventati compagni di avventure. Ho impiegato il mio tempo seguendo diversi corsi all’università che non erano strettamente collegati con il mio percorso di studi in Creatività e Design della Comunicazione allo IUSVE, ma che comunque mi hanno dato tanto e di cui ho fatto tesoro. Il corso di spagnolo si è rivelato utile fin da subito per farmi sopravvivere in un paese straniero ed evitare di aggiungere le famose S alla fine delle parole. Le lezioni di Woman’s Activism mi hanno aperto gli occhi su realtà sociali vicine e lontane a me in cui la donna si trova. Musica y Cultura uruguaya mi ha permesso di analizzare in modo critico e oggettivo una società attraverso la sua musica e cultura. Grazie al programma organizzato da USAC ho potuto prendere parte anche a corsi di danza tipici dell’America meridionale, perché se non impari un minimo di samba, salsa o merenghe, non puoi dire di aver fatto tua la cultura di quella magnifica terra. Sempre il programma ha messo a disposizione delle uscite organizzate presso alcune delle cantine vitivinicole più famose dell’Uruguay, dove ho potuto gustare vini deliziosi e avvicinarmi di più agli altri ragazzi del programma che provenivano dagli Stati Uniti.

Ho conosciuto persone da ogni dove: studenti, lavoratori, viaggiatori e sognatori. Ognuno di loro era un piccolo mondo e la bellezza del viaggio sta anche in questo, conoscere mondi nuovi. Ho visto posti, che se chiudo gli occhi in questo preciso instante, riescono ancora a far risvegliare in me quel mix di stupore, pace o adrenalina che ho provato mentre ero lì. Ho imparato ad ascoltarmi nella solitudine e ad ascoltare gli altri nella condivisione. Ho provato l’indipendenza e la dipendenza da quest’ultima e nonostante abbia visto, conosciuto e vissuto realtà nuove e mondi diversi, la verità più grande l’ho ritrovata in me.

A scommettere su sé stessi non si perde mai, perché mal che vada si è tentato e questo non sarà mai un fallimento.

Lo Sguardo della Gallina, il nuovo libro del prof. Azzoni

Lo Sguardo della Gallina, pubblicato per LazyDog Edizioni, è il nuovo libro di Simone Azzoni, docente di Forme e linguaggi dell'arte, del primo anno del corso di Creatività e design della comunicazione del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, 
Cos'è rimasto delle avanguardie del Novecento?
Frammenti sparsi, onde di senso, tessere esplose di un collage ricomposto dallo sguardo sghembo e cubista di una gallina. Simone Azzoni, rilegge quelle intuizioni poetiche e profezie programmatiche confrontandole con le voci di attori, musicisti, cuochi e danzatori in un entusiasmante affresco espanso. Le illustrazioni sono state curate da Alessandro Sanna.

Per ulteriori informazioni:
prof. Simone Azzoni (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Maestri perché testimoni: il nuovo libro del professor Michele Marchetto

Il prof. Michele Marchetto, docente di Filosofia dell’educazione e Antropologia filosofica e comunicazione, presso lo IUSVE, ha curato, assieme alla prof.ssa Patrizia Manganaro, il volume: Maestri perché testimoni. Pensare il futuro con John Henry Newman e Edith Stein, che raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso lo IUSVE, il 19 e il 20 gennaio 2017. Due sono le direzioni alla base dell’ideazione del convegno, una retrospettiva, che guarda alle radici del rapporto che lega Newman e Stein, e l’altra prospettica, che intende pensare il futuro in relazione ad alcune tematiche particolarmente importanti per la cultura contemporanea, dalla persona alla coscienza, dalla formazione dell’uomo all’educazione morale.

Perché John Henry Newman e Edith Stein? Nel 1998, nell’Enciclica Fides et Ratio (§ 74), Papa Giovanni Paolo II citava John Henry Newman (1801-1890) e Edith Stein (1891-1942) subito dopo i Padri della Chiesa e insieme a Rosmini, Maritain, Gilson, Solov’ev, Florenskij, Caadaev e Lossky, come «esempi significativi di un cammino di ricerca filosofica che ha tratto considerevoli vantaggi dal confronto con i dati della fede».

Il volume raccoglie scritti di: Angela Ales Bello, John F. Crosby, Enrico dal Covolo, Hermann Geissler, Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, Ian Ker, Markus Krienke, Patrizia Manganaro, Mauro Mantovani, Michele Marchetto, Leonardo Messinese, Grégory Solari, Cristian Vecchiet.

Patrizia Manganaro è docente di Storia della filosofia contemporanea e di Filosofia del linguaggio presso la Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense; visiting professor nella Pontificia Universidade Católica do Paranà (Brasile); membro del comitato scientifico dell’Area internazionale di Ricerca “Edith Stein nella filosofia contemporanea” (Aires) e dell’Area internazionale di Ricerca sui Fondamenti delle Scienze (Irafs), sezione “Logos & Pathos”. È autrice di Empatia (EMP, 2014); Persona-logos. La sintesi filosofico-teologica nel pensiero di Edith Stein (LUP, 2015); Fenomenologia da relaçao. A Pessoa Humana em Edith Stein (Jurúa, 2016); Narcisismo. Tre riflessioni liquide (EMP, 2016); Pensieri concentrici. Lettere fenomenologiche al teologo (con R. Ferri, Carabba, 2016); Logos & Pathos. Epistemologie contemporanee a confronto (con F. Marcacci, Studium, 2017); Formare e tras-formare l’uomo. Per una storia della filosofia come paideia (con E. Vimercati, ETS, 2017).

Michele Marchetto è docente di Filosofia dell’educazione e Antropologia filosofica e comunicazione nei corsi di laurea dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia (IUSVE), e di Filosofia della religione nella Facoltà Teologica del Triveneto; è membro del comitato di redazione della rivista “IusvEducation”. Studioso del pensiero anglosassone, è uno dei maggiori esperti italiani di John Henry Newman, di cui ha curato gli Scritti filosofici (Bompiani, 20142) e gli Scritti sull’Università (Bompiani, 2008), mentre è in preparazione Prova del teismo (Castelvecchi). Al Cardinale inglese, oltre a numerosi saggi in riviste e miscellanee, e a interventi in convegni in Italia e all’estero, ha dedicato i volumi Un presentimento della verità. Il relativismo e John Henry Newman (Rubbettino, 2010) e John Henry Newman. Idea, identità, persona (Carocci, 2016). Fra i suoi lavori più recenti, Le ali dell’anima. Educazione, verità, persona (Rubbettino, 2010), e Buber. La vita come dialogo (La Scuola, 2013).

Edoardo Castagna vince la borsa di studio e vola a Shangai

All’interno della collaborazione con USAC oramai attiva da un paio di anni, lo IUSVE ha messo in palio per quest’anno una borsa di studio, dedicata ad uno studente del Dipartimento di comunicazione, particolarmente meritevole e con un buon livello di conoscenza della lingua inglese.
Edoardo Castagna, studente di secondo anno del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE del Campus di Verona, ha vinto la borsa di studio per partecipare alla Summer School 2018 di Shangai.
A luglio infatti volerà in Cina per frequentare un mese intensivo di corsi in lingua inglese, nella Shangai University, una delle università più importanti della Cina che attrae 2000 studenti provenienti da 80 paesi.

Lo IUSVE si congratula con Edoardo per il risultato raggiunto e gli augura di vivere un’ottima esperienza.