images/grafica/TESTATE/DIPARTIMENTO_COMUNICAZIONE/SHOWROOM.png

Ecco gli elaborati e le eccellenze realizzate dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e articoli, attività di comunicazione e pubblicazioni realizzati dai nostri docenti.

Sebastiano Corrò progetta il manifesto per “Ascoltando la nostra terra”

In questo articolo Sebastiano Corrò, studente del terzo anno del corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale, del Campus di Mestre, ci presenta il concept del manifesto progettato per l'evento “Ascoltando la nostra Terra”.

Durante la presentazione del nuovo calendario di “Grafiche Antiga”, progettato dal famoso grafico italiano Leonardo Sonnoli, mi rimase impressa una sua particolare frase relativa all'impatto che deve avere un manifesto; “il manifesto deve essere una fucilata”.

Vivendo in un periodo storico in cui l'attenzione media di un utente è molto scarsa e superficiale, ritengo importante progettare un prodotto che si differenzi dal contesto di riferimento.
Mi è stato chiesto di realizzare un manifesto, per la pubblicizzazione del Concerto Sinfonico con l’Orchestra del “Concentus Musicus Patavinus” che si terrà il giorno 26 ottobre ore 21.15 presso il Duomo di Mirano, diretta dal Maestro Stefano Corrò.

Il titolo dell’evento è: “Ascoltando la nostra Terra”.
Nel manifesto, oltre alla promozione dell’aspetto musicale, si è scelto di sensibilizzare a livello sociale sugli avvenimenti relativi all’Amazzonia.
A livello progettuale l’obiettivo è stato quello di catturare lo sguardo dell'osservatore, stimolando il suo interesse , grazie a degli interventi di tipo materico. Il concept dell’iter progettuale mira a creare una grande metafora tra musica e ambiente.
Ho scelto di inserire come immagine principale del manifesto l’ultima pagina della partitura orchestrale, tratta dal Concerto n.1 per pianoforte e orchestra di L.Van Beethoven. La partitura orchestrale, composta dai singoli strumenti e note musicali, è metafora della foresta amazzonica e ogni singola nota rappresenta un albero.

Ma come rappresentare a livello visivo quello che sta succendo? come rappresentare in modo realistico le fiamme, i tagli e il vuoto che si sta creando in Amazzonia? Per ottenere il massimo impatto visivo, ho scelto di lavorare fisicamente sulla materia utilizzando uno dei cinque elementi naturali: il fuoco.
I singoli manifesti sono stati bruciati in determinate zone e la singola nota bruciata rappresenta il singolo albero caduto.
Per l’occasione sono state stampate solo 50 copie lavorate a mano da me, con l’uso della fiamma ossidrica.
La scelta dell’ultima pagina del brano come immagine principale non è casuale. Come tutti gli strumenti insieme concludono la sinfonia di Beethoven in maniera maestosa, anche la popolazione se unita può lottare per una causa comune portando a dei risultati concreti.

Camilla Artusato racconta la sua esperienza a Shanghai con IUSVE e USAC

Avete mai desiderato allontanavi dalla routine quotidiana e dalla vostra confort zone andando il più lontano possibile? Ma quanto lontano è il più lontano possibile? Cosa ne dite dell’altra parte del mondo? Sto parlando della Cina e dell’incredibile esperienza che ho potuto intraprendere grazie a IUSVE e USAC.

Una cosa che dovete sapere su di me è che da sempre ho avuto una passione enorme per tutto quello che riguarda viaggiare, fare nuove esperienze e conoscere nuove culture. Quando, visitando il sito dell’università, è apparso il bando di USAC che offriva delle borse di studio per andare a studiare all’estero, sapevo che avrei dovuto partecipare. Ovviamente tra tutte le destinazioni non potevo che scegliere quella più lontana … ed è così che è cominciata la mia avventura a Shanghai.

All’inizio, vi dirò la verità, i dubbi era tanti ma poi, appresa la notizia che ero stata selezionata, c’è stata una sola certezza: ero pronta a partire. Il passaporto, i documenti, il visto, l’areo e dopo “solo” 14 ore ero dall’altra parte del mondo. La cosa che più mi ha sorpreso è che da parte mia non c’è stata nessuna ansia o agitazione: mi sembrava di essere al posto giusto al monumento giusto.

Quando chiedete a qualcuno cosa si ricorda del viaggio in Cina la risposta è sempre la stessa: le masse enormi di cinesi. Ed è sicuramente la prima cosa che ti colpisce. I cinesi sono tanti e se poi ti capita di essere uno straniero, e nel mio caso una ragazza con la pelle pallida, tieniti pronto ad essere sommerso da persone decise a farti foto o video con i telefonini. Trovarsi in mezzo a persone di una lingua diversa e lontana dalla tua può essere un grande problema, ma questo fa parte dell’avventura. Se un giorno mi incontrerete per i corridoi dell’Università sarò lieta di raccontarvi la storia di come sono arrivata la prima notte nel dormitorio del Campus, dovendomi confrontare con un guardiano notturno che ovviamente, non solo non parlava inglese ma nemmeno mandarino. Il solo modo di comunicare con lui era parlare in shanghainese che col mandarino ci azzecca quanto il calabrese con il friulano.

Ma alla fine sono riuscita a fare il check-in ed entrare nella stanza. Quella stanza è stata la mia casa per quasi sei mesi. Il termine casa non è casuale, lo usiamo per definire non solo un luogo fisico ma un posto dove ci si sente bene e si condividono affetti. Quella stanza e tutto il campus, sono stati testimoni di tanti eventi e ricordi, che mi hanno cambiato la vita e che porterò sempre con me.

L’anima della città ed il programma di studi, hanno contribuito a rendere questa esperienza unica, ma quello che davvero mi ha segnato sono le persone che ho conosciuto. Gli studenti del gruppo USAC e gli altri studenti internazionali ma anche persone comuni, sconosciuti con cui ho potuto condividere pensieri che hanno portato ad un confronto di idee costruttivo. Ho stretto amicizie più forti della distanza e della lingua che resistono ancora oggi. Questi incontri sono stati importanti per condividere e unire le nostre diverse culture. Resteranno memorabili tutti gli spaghetti e i tacos party nati spontaneamente in un incontro tra amici.

Tutto parte dalla comunicazione, dal saper e voler comunicare con le persone che ci stanno attorno. Come gli studenti IUSVE saranno stanchi di sentire, “non si può non comunicare” ed è vero anche se le barriere linguistiche sono difficili da superare.

Non avrei mai pensato che come nuova lingua avrei studiato il cinese, ma grazie al corso offertomi all’ interno del programma, ho potuto comprendere meglio questa cultura e anche apprezzarne la lingua nella sua complessità.

Nonostante Shanghai sia considerata al giorno d’oggi una delle città più internazionali, solo una piccola parte della popolazione è in grado di parlare inglese. Sapere qualche parola in lingua locale era quindi essenziale per poter sopravvivere. Io e i miei compagni di avventura, abbiamo scoperto con stupore, che dopo solo un mese riuscivamo ad ordinare il cibo da soli o eravamo in grado di chiamare un taxi.

Un altro aspetto che mi ha sorpreso è il clima di fermento e operatività che si respira all’ interno della città. Shanghai è grande, caotica ma soprattutto bella. Si tratta di un universo in rapida espansione. Accoglie e sfrutta ogni disponibile possibilità di crescita per garantirsi una posizione nei mercati non solo locali ma soprattutto internazionali. Abbiamo avuto l’occasione di visitare il Bond, una zona adiacente al porto che ospita tutti i principali uffici delle multinazionali, considerato il centro economico della città. I corsi che ho avuto la possibilità di frequentare, mi sono stati d’aiuto per comprendere questa realtà in via di sviluppo e puntare il focus su come funziona il mercato orientale.

In queste poche righe non posso spiegare e descrivere tutte le cose che ho imparato e i posti che ho visto. Ma posso lasciarvi questo mio pensiero: “non abbiate paura di partire anche se la meta è lontana, ogni viaggio ti permette di crescere”. Questa esperienza mi ha dato l’opportunità di cogliere una prospettiva diversa, aprendo il sipario su una parte del mondo che non avevo ancora considerato ma soprattutto mi ha permesso di conoscere una me diversa.

Io vi consiglio di lasciarvi coinvolgere, se siete disposti ad investire il vostro tempo sarete ricompensati. Non esitate, cogliete al volo tutte le opportunità che la vita vi offre.
Auguro a tutti di vivere un’avventura simile perché è un’occasione unica!

Grazie a IUSVE, ad USAC e a tutti coloro che ho conosciuto, hanno reso questo viaggio speciale, lo porterò sempre con me come ricordo indelebile.

È uscito il libro “Vite interconnesse”

“Vite interconnesse. Pratiche digitali attraverso app, smartphone e piattaforme online”, è l'ultimo libro curato dalla professoressa Drusian e dai professori Magaudda e Scarcelli, docenti del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE.

A casa, a scuola, al lavoro, sui mezzi di trasporto: ovunque vediamo giovani con uno smartphone in mano. Ma come lo usano? In che modo lo smartphone trasforma le relazioni interpersonali? Quali significati e pregiudizi guidano i giovani nell'uso di questa tecnologia? E in generale: qual è il ruolo di questo strumento nella loro vita quotidiana? 

Il libro offre un'agile risposta a queste domande attraverso l'analisi di interviste a giovani tra i 18 e i 30 anni. Sulla base dei dati raccolti e della più recente documentazione bibliografica, la ricerca indaga le implicazioni dell'utilizzo di piattaforme e mobile app in relazione a differenti ambiti dell'esperienza dei giovani italiani, e in particolare rispetto ai processi di costruzione dell'identità, dell'articolazione delle relazioni sociali e delle pratiche di consumo e di acquisto. Musica, foto, social network, ma anche la durata della batteria e le riflessioni sulla presenza costante del telefono cellulare nella vita quotidiana sono temi in continuo mutamento di cui questo libro rappresenta un'inedita riflessione.

Clicca qui per acquistare il libro

Lo IUSVE è partner dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing

Lo IUSVE è partner istituzionale e accademico dell’ONIM (Osservatorio Nazionale Influencer Marketing), realtà no profit nata dalla congiunzione di alcuni dei più rilevanti player di settore italiani. L’obiettivo dell’osservatorio è quello di informare e fare divulgazione sui temi legati all’influencer marketing, proponendo best practice e dati sulla situazione del mercato italiano.

L’osservatorio ha realizzato un report in grado di delineare con maggiore chiarezza l’influencer marketing in Italia. Venti chart accompagnate da approfondimenti per comprendere, dati alla mano, aspetti come la soddisfazione, le attività e i canali utilizzati, la selezione e l’analisi dei risultati. Insight raccolti nel 2018 attraverso dei survey proposti ai professionisti del settore e alle aziende impegnate sul tema dell’influencer marketing.

Essere tra i fondatori dell’osservatorio, permetterà allo IUSVE di essere in prima linea sulle tematiche legate all’influencer marketing, continuando la sua opera di divulgazione scientifica e culturale.

Per maggiori informazioni
https://www.onim.it/

Quattro studenti dello IUSVE a Cartoons on the Bay

Quattro studenti del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, dei campus di Mestre e Verona, hanno avuto modo di partecipare in qualità di speaker di IUSVE Cube radio, a Cartoons on the Bay tenutosi dall'11 al 13 aprile 2019 a Torino.
Organizzato ad Amalfi nelle sue prime due edizioni del 1996 e 1997, oggi è un festival di editoria multi e crossmediale complesso e maturo, costellato da una serie di proposte culturali strutturate su più livelli, estese nel tempo e nei target così da poter coinvolgere al meglio anche la città ospitante.

La trasferta a Torino è stata resa possibile grazie al supporto dello IUSVE e all'accoglienza riservata agli studenti da parte del Dott. Fabrizio Casinelli, responsabile relazioni con i media di Rai Com, del Dott. Roberto Genovesi, direttore artistico di Cartoons on the bay, e dei curatori dei social media di Rai Com.

All’interno del festival si sviluppa un contest che vede in gara opere provenienti da Paesi di tutto il mondo che vengono selezionate e premiate con i Pulcinella awards, prestigiosi riconoscimenti ispirati alla maschera campana. Il gruppo di quattro studenti dello IUSVE ha avuto la possibilità di affiancare durante l’edizione 2019 i social media manager di Rai Com, struttura organizzatrice di Cartoons on the Bay, sperimentando sul campo alcune competenze e strategie che avevano programmato stimolati dal direttore di IUSVE Cube Radio, Marco Sanavio, che ha seguito il team durante i giorni del festival.

Ecco le impressioni dei quattro studenti.
«Mi sono resa conto di aver dato forma concreta ad alcune competenze che nemmeno mi ero resa conto di possedere sino a questo livello».
Bianca Bonizzoni studentessa del primo anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimedialeCampus di Verona

«Siamo stati in grado di creare un team affiatato pur essendo di sedi diverse e di unire le abilità di ciascuno per ottimizzare un risultato reso possibile solo dal lavoro di squadra».
Marica Padoan studentessa del primo anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

«Anch’io sono stato colpito dalla sintonia del team e mi è stato molto utile entrare nell'organizzazione di un evento così complesso perché me ne ha rivelato meccanismi e strategie che, solitamente, da fuori non emergono».
Gabriele Nascimben studente del secondo anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Mestre

«Aver ottenuto subito la fiducia degli organizzatori del festival mi ha fatto percepire la responsabilità consegnatami ma, nel contempo, mi ha stimolata a trovare le migliori energie per essere all’altezza».
Aurora Simionato  studentessa del secondo anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Mestre

Gli studenti dello IUSVE hanno potuto interagire con gran parte dei protagonisti del festival, dall’attore Armando Traverso, a Luca Enoch e Stefano Vietti autori di Dragonero, fino a poter intervistare anche il presidente della Rai Marcello Foa.

Ilaria Zilio vince la borsa di studio e vola a Philadelphia

Prometeo World ha assegnato 4 borse di studio per la Summer School 2019 a Philadelphia. Le selezioni sono avvenute mercoledì 6 marzo 2019 a Roma presso la sede della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium.

La commissione presieduta dalla prof.ssa Alessandra Smerilli ha selezionato Ilaria Zilio del corso di Licenza/Laurea Magistrale in Web Marketing & Digital Communication, frequentante il primo anno accademico nel Campus di Verona.

Assieme a lei sono stati selezionati altri 3 studenti, Irene Sarà, Mariano Manzi e Martina Mataldi, provenienti da altre università e istituzioni.

Ilaria volerà negli Stati Uniti a Philadelphia e per tre settimane avrà l’occasione di realizzare un’esperienza professionale presso il Centro di Ricerca S.H.R.O. (Sbarro Health Research Organization) dove parteciperà allo sviluppo del gioco virtuale “Make It Green”, sul tema della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare.

La nostra studentessa continuerà il lavoro di gruppo iniziato nell’estate del 2017, a cui ha partecipato il nostro ex-studente David Harrison II Ferrell, e proseguito con l’edizione del 2018, a cui hanno partecipato i nostri laureandi Elisa Bozza e Luca Manicardi.

Ecco cosa ha dichiarato Ilaria dopo le selezioni:
«È stata una giornata ricca di emozioni: l’agitazione prima del colloquio, la soddisfazione una volta comunicati i risultati, gli abbracci scambiati con gli altri partecipanti alla selezione, che più che rivali si sono dimostrati amici e professionisti. Questa esperienza a Roma si è rivelata l’inizio di una fantastica avventura e l’occasione per instaurare rapporti con persone fisicamente lontane (Roma, Napoli, Benevento erano alcune delle provenienze), confrontandoci sul reciproco background accademico, professionale e personale. Sono molto curiosa di scoprire il percorso di crescita, gli stimoli e le opportunità che ci riserverà questa esperienza.»

Auguriamo ad Ilaria un’esperienza che sia produttiva a livello personale e professionale. Noi la seguiremo da distante nella sua esperienza accademica e lavorativa.

Sette studenti dello IUSVE alla Pordenone Design Week 2019

Dal 4 all’8 marzo 2019, sette studenti dello IUSVE dei Campus di Venezia e Verona, hanno partecipato  all’ottava edizione della Pordenone Design Week, evento formativo promosso dall’ISIA Roma Design in collaborazione con il Comune di Pordenone e i Giovani Imprenditori Confindustria.

Chiara Famengo, Davide Folador, Alessia Marzin, Benedetta Cortese, Alessandro Laraspata e Nicola Perantoni, studenti del terzo anno, del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, sono stati accompagnati dalla tutor Anna Pellizzaro, del Corso di Laurea Magistrale in Creatività e design della comunicazione. Durante la manifestazione i ragazzi hanno svolto attività di coworking e progettazione grafica all’interno dei workshop aziendali di: Craf Spilimbergo, Neiko + Palazzetti e Gruppo Leonardo. 

Talk e attività di design hanno abbracciato l’intera città di Pordenone, mettendo particolarmente alla prova i ragazzi sottoposti ai brief aziendali.

L’ambiente di coworking ha permesso l’interazione di approcci metodologici e progettuali diversi e arricchenti. Giovani con percorsi e competenze complementari hanno risolto i quesiti progettuali della committenza, nello spirito del team work.

Non sono mancate la incomprensioni, ma il clima di lavoro è sempre stato positivo, formativo, aperto al dialogo e al confronto diretto. Il grande desiderio di co-partecipare alla realizzazione di un progetto comune ha spinto tutti i componenti del team, a dare il meglio di sè. Il supporto dei professori dell’ISIA nella fase di briefing e di presentazione, è stato un ulteriore elemento a supporto del lavoro che i diversi gruppi hanno sviluppato. 

Questa edizione della Pordenone Design Week, ha messo al centro il progetto di coworking, dove future figure professionali nel settore del design hanno collaborato, apprendendo sempre e comunque qualcosa di nuovo e arricchente. 

Davide Folador selezionato per la Collettiva Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua la Masa

Davide Folador, laureando del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, ha partecipato al bando della Fondazione Bevilacqua La Masa, che promuove la storica Collettiva Giovani Artisti, tradizionale appuntamento dedicato alla scoperta e alla promozione dell'arte contemporanea emergente, arrivato quest’anno alla 102ma edizione.

La giuria ha selezionato due delle sue opere grafiche, che verranno esposte nel catalogo della Collettiva.

Ecco cosa ci racconta del progetto:
La Collettiva è una grandissima opportunità che permette di condividere le proprie idee in una città artistica ed internazionale come Venezia, visitata ogni giorno, oltre che da turisti, da appassionati, professionisti e critici dell’arte.
Le due opere esposte sono ispirate alla città di Venezia e a tutti i giovani sognatori che vedono nell’arte uno strumento di espressione e libertà.

La prima rappresenta l’acqua e i bellissimi colori di Venezia e delle sue isole, la contaminazione tra le varie arti, il flusso di creatività delle nuove generazioni, mentre la seconda è una metafora tra i giovani e le crisalidi e simboleggia la fase precedente alla nascita dei futuri artisti.

Per maggiori informazioni
https://www.comune.venezia.it/content/102ma-collettiva-giovani-artisti

https://www.comune.venezia.it/it/content/bando-102ma-collettiva-giovani-artisti

Gli studenti dello IUSVE al Festival di Sanremo 2019 con la IUSVE Cube Radio

Secondo il critico musicale Gino Castaldo esiste la “Sanremologia”, un’ipotetica materia di studio censita addirittura dal dizionario Treccani online. Che il Festival di Sanremo costituisca un microcosmo a sé, con tempi e regole fuori dall’ordinario, se ne sono accorti sin dai primi minuti i sei studenti dello IUSVE, l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona, che per tutta la durata della manifestazione canora hanno soggiornato nella città di fiori per rileggere ogni singolo evento in base agli echi che ha prodotto nei social media.

«Si tratta di un programma didattico che abbiamo attivato per gli studenti che gestiscono Cube Radio -spiega il Direttore del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, prof. Mariano Diotto - la neonata emittente istituzionale. Se, da un lato, si sono sperimentati nell’attività di social media analisys, dall’altro hanno potuto constatare di persone anche le fragilità di un evento mediatico di questa portata, mettendo in luce con l’hashtag #sanremoinvisibili le qualità umane e i valori che rischiano di sparire sotto il peso della macchina festivaliera».

Ospiti di un appartamento in pieno centro messo a disposizione da una parrocchia di Sanremo, i sei studenti, accompagnati dal docente di radiofonia digitale prof. Marco Sanavio, hanno realizzato quotidianamente anche brevi servizi televisivi da inviare ad emittenti locali che hanno apprezzato la loro freschezza nell’approccio al Festival.

«Abbiamo cercato di sperimentarci in vari ruoli – spiegano Giovanni Gabban e Federico Palisca, due componenti del team sanremese - perché oggi comunicare significa sviluppare un profilo professionale completo, che vada dalla fotografia ad un minimo di competenza grafica alla capacità di raccontare gli eventi anche in video». Gli strumenti di produzione privilegiati sono stati smartphone e computer personali ma è stato anche possibile allestire un punto di produzione mobile all’interno di un monovolume messo a disposizione dalla Toyota Ferri Auto di Mestre.

«Il Festival è un grande volano economico corredato da decine di eventi collaterali che offrono visibilità –spiega Melania Melato speaker di punta di Cube Radio - ma rivela anche risvolti inattesi, come mostre d’arte sacra o momenti di formazione per i minori che aiutano a ridefinire i canoni di bellezza e successo che emergono a Sanremo».

Tra gli aneddoti della settimana festivaliera emerge il racconto di Marco Santone che riporta come il regista del Festival, Duccio Forzano, abbia sacrificato la propria pausa a ridosso della diretta per dedicargli tempo e attenzione per un’intervista video. «Ho apprezzato lo spessore umano di questo professionista – spiega Marco - che con umiltà ci ha svelato anche i retroscena di un lavoro così impegnativo». Giulia Scattolon, invece, sottolinea come il team dello IUSVE abbia avuto più occasioni per accostare i professionisti che gestiscono i social media della Rai e del Festival e come ogni singola azione del team sia diventata occasione per progredire nelle proprie competenze, comprese le partecipazioni come pubblico al DopoFestival e le interviste in diretta a Radio Rai.

«Ci ha anche stupito – conclude Elias Manzon - come all’interno del Festival si annidino sensibilità verso i più fragili, come un convegno tenutosi vicino alla nostra abitazione sul valore della musica all’interno dei percorsi di terapia riabilitativa».

Un’esperienza, quella del Festival, che non verrà dimenticata facilmente dai sei giovani reporter digitali e che è, in parte, narrata sul sito www.cuberadio.it.

Un’esperienza di condivisione a Roma presso la redazione delle suore Apostoline

Sabato 15 e domenica 16 dicembre 2018, un gruppo di studenti, del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, dei Campus di Mestre e Verona, ha proposto alle suore Apostoline della rivista SE VUOI, alcuni percorsi a “misura di giovane” per rendere il periodico ancora più vicino al mondo giovanile condividendo le molte conoscenze apprese durante il loro percorso di studi allo IUSVE. Davide, Elena, Alex, Silvia e Jacopo, hanno portato le loro prospettive donando preziosi suggerimenti a tutta la redazione. Ha inoltre partecipato all’incontro anche Don Giovanni Berti, sacerdote le cui vignette sono oramai virali in rete (www.gioba.it).
Ecco quanto raccontano i 5 studenti riguardo la loro esperienza nella capitale.

Davide Bettin
Studente del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale – Campus di Mestre

Il mio viaggio verso la capitale è iniziato con una proposta, quella che il Prof. Carlo Meneghetti mi ha rivolto coinvolgendo anche altri studenti dello IUSVE. Il suo invito è stato chiaro e semplice: “andiamo a portare a un gruppo di sorelle quanto sapete”. Inizialmente sono rimasto un po’ basito da questa richiesta: io, in un convento, a spiegare a delle suore, ciò che ho appreso nel corso di tre anni all’Università IUSVE? La proposta mi sembrava inusuale, soprattutto per l’ambiente con cui sarei andato a confrontarmi.
Nei giorni precedenti il viaggio ho preso informazioni sulla realtà delle Apostoline e sul contesto in cui sarei andato, ho fatto qualche ricerca in rete sulla comunità di Roma, sulla loro missione, sui loro ideali e su ciò che realizzavano di concreto: una rivista, chiamata “SE VUOI” rivolta ai giovani e per i giovani, per aiutarli a trovare la loro strada, ovvero la loro vocazione.
Durante l’incontro, ho cercato di dare qualche suggerimento riguardo l’aspetto grafico della rivista; per affrontare al meglio l’argomento, ho elaborato una serie di slide con i pro e contro della rivista, evidenziando gli aspetti da tenere in considerazione per le future pubblicazioni editoriali.
Appena arrivati l’accoglienza è stata sbalorditiva, quasi inaspettata. Ho trovato un gruppo gioioso, pieno di allegria e voglia di fare. La visita all’interno della loro casa mi ha permesso di vedere dove vivono, dove si riuniscono, dove pregano e dove lavorano. È un luogo dove ognuno ha il suo compito e lo svolge alla perfezione. Ma come ogni lavoro, dopo un po’, c’è bisogno di qualche “corso di aggiornamento”, e noi eravamo lì per questo. Carico di energia ho presentato davanti a una trentina di suore ciò che avevo prodotto (mai visto così tante suore tutte assieme!), ed è stato bellissimo perché ho trovato persone veramente interessate a quello che dicevo, desiderose di avere nuove idee e stimoli su cui basare i loro prossimi lavori. Concluso il momento di presentazione c’è stato un tempo dedicato alla condivisione dove, a seconda dell’area di interesse, si poteva approfondire il tema sviluppato in plenaria. Due ore d’incontro, un’enorme quantità di parole elargite, tra le più appaganti che ho avuto modo di dire nella mia vita fino ad ora.
Il mio lavoro si è concluso condividendo qualche spiegazione e approfondimento, inoltre ho fatto anche io diverse domande sulla loro vita e sul contesto in cui operano. Ho visto persone felici, che amano quello che fanno, ho trovato professioniste con la voglia di mettersi in gioco e ho conosciuto nuovi colleghi, con cui in precedenza, avevo magari solamente incrociato lo sguardo all’interno dei corridoi IUSVE. Un’esperienza da rifare!

Elena Concato
Studentessa del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Nelle 24 ore di crescita e dialogo reciproci, abbiamo presentato i nostri progetti, e una cosa che mi ha colpita molto è stato l’interesse con cui le suore Apostoline hanno accolto i nostri suggerimenti.
Dopo una prima fase in plenaria, ci siamo suddivisi in vari team di lavoro: chi si occupava della redazione e del copywriting, chi del merchandising, chi di grafica, chi di media education e chi, come me e Silvia, di formazione per campi scuola e grest.  È stato un momento di creatività condivisa, di scambio di pensieri e punti di vista, che ho avuto modo di apprezzare ancora di più soltamente dopo essere tornata a Verona. 
I momenti conviviali e ludici, ci hanno permesso di conoscere meglio questa realtà che concilia nella formazione di giovani, educatori, animatori e vocazioni di varia natura la missione evangelica e la comunicazione, due aspetti molto importanti nel mondo della Chiesa.
La bontà e la tenerezza con cui siamo stati accolti mi hanno lasciata senza parole. 

È stata proprio una bella esperienza di crescita personale e professionale.


Alexandru Onel
Studente del terzo anno del Corso di Laurea Triennale Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Mestre

L’esperienza che abbiamo vissuto è stata inaspettatamente sorprendente.
Io mi sono occupato della parte di merchandising, nella mia presentazione, infatti, ho parlato del brand che ho ideato per avvicinare i giovani alla fede con l’intento di far passare il messaggio che di fronte alle difficoltà della vita, ci sarà sempre Qualcuno al loro fianco. Per questo ho proposto una linea di magliette contenenti simboli che riconducono alle relazioni umane ma anche alla sfera religiosa; per veicolare il messaggio, ho scelto un capo di abbigliamento in quanto si trova a essere “a contatto” con la persona.
Tra risate, chiacchere e giochi, mi sono sentito un po’ come a casa, pranzare e cenare con loro, ci ha permesso di conoscerci e conoscerle, campendo ancora meglio come vivono. Mi ha stupito molto la loro voglia di crescere e il loro costante impegno per poter migliorare la comunicazione rivolta ai giovani.
Questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio culturale e mi ha permesso di conoscere, condividere e di avere un confronto con altre persone di età, pensieri e con stili di vita diversi dal mio.

Silvia Savoia
Studentessa del terzo anno Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Condivisione. Una parola molto utilizzata nella nuova era delle tecnologie tanto che, siamo quasi andati a perderne il significato più profondo. Invece io l'ho ritrovato in poco tempo, riscoprendolo nei gesti e nelle azioni delle Suore Apostoline che, con la loro gentilezza, il loro sorriso e il loro saper ascoltare, hanno saputo ricordarci quale sia il vero valore della condivisione. Infatti, è stato un weekend all'insegna dello scambio in quanto è stato possibile presentare idee e progetti in tema di Media Education e, conseguentemente, ci ha permesso di sviluppare dibattiti più che costruttivi. Credo sia stata un’occasione gratificante per entrambe le parti, per ascoltare l'altro, per imparare e arricchirsi di nuove conoscenze. Dal canto nostro, abbiamo potuto fornire alcuni nuovi approcci alla comunicazione, specie quando si considera la relazione con i giovani, e dall'altro ci sono stati trasmessi implicitamente tanti semplici consigli su come essere “brave persone”, per noi spendibili nel nostro futuro di comunicatori. Sicuramente il calore della loro accoglienza, la loro simpatia e la loro genuinità hanno contribuito a farci sentire subito in una piccola grande famiglia, dove tutto è per tutti e per tutti c'è sempre un posto a tavola.

Jacopo Masiero
Studente del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Web Marketing e digital Communication - Campus di Mestre

Insieme alle responsabili della redazione ci siamo interrogati su quali attenzioni avere, come educatori, per accompagnare i giovani a vivere in modo positivo, critico e felice il reale mondo della rete.
È stato un weekend molto intenso, ma allo stesso tempo ricco di condivisioni e di confronti dove ho avuto modo di mettere in gioco le tante competenze acquisite in questi anni di Università e la mia esperienza, a contatto con i ragazzi, come media educator e capo scout.
Sono contento di aver incontrato persone che hanno a cuore il bene dei ragazzi e che hanno il coraggio di mettersi in discussione, con l’obiettivo di aiutare i giovani a raggiungere una felicità piena.
L’augurio che ho lasciato loro è stato quello di continuare a impegnarsi per far conoscere i nuovi linguaggi e i luoghi abitati dai ragazzi, sia online che offline, in modo da veicolare in modo completo il loro messaggio di sostegno e di orientamento vocazionale. Tutto questo con la consapevolezza che, proprio come nell’età dell’adolescenza, anche il mondo della comunicazione digitale, è caratterizzato da velocità e continua evoluzione.