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Ecco gli elaborati e le eccellenze realizzate dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e articoli, attività di comunicazione e pubblicazioni realizzati dai nostri docenti.

Un’esperienza di condivisione a Roma presso la redazione delle suore Apostoline

Sabato 15 e domenica 16 dicembre 2018, un gruppo di studenti, del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, dei Campus di Mestre e Verona, ha proposto alle suore Apostoline della rivista SE VUOI, alcuni percorsi a “misura di giovane” per rendere il periodico ancora più vicino al mondo giovanile condividendo le molte conoscenze apprese durante il loro percorso di studi allo IUSVE. Davide, Elena, Alex, Silvia e Jacopo, hanno portato le loro prospettive donando preziosi suggerimenti a tutta la redazione. Ha inoltre partecipato all’incontro anche Don Giovanni Berti, sacerdote le cui vignette sono oramai virali in rete (www.gioba.it).
Ecco quanto raccontano i 5 studenti riguardo la loro esperienza nella capitale.

Davide Bettin
Studente del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale – Campus di Mestre

Il mio viaggio verso la capitale è iniziato con una proposta, quella che il Prof. Carlo Meneghetti mi ha rivolto coinvolgendo anche altri studenti dello IUSVE. Il suo invito è stato chiaro e semplice: “andiamo a portare a un gruppo di sorelle quanto sapete”. Inizialmente sono rimasto un po’ basito da questa richiesta: io, in un convento, a spiegare a delle suore, ciò che ho appreso nel corso di tre anni all’Università IUSVE? La proposta mi sembrava inusuale, soprattutto per l’ambiente con cui sarei andato a confrontarmi.
Nei giorni precedenti il viaggio ho preso informazioni sulla realtà delle Apostoline e sul contesto in cui sarei andato, ho fatto qualche ricerca in rete sulla comunità di Roma, sulla loro missione, sui loro ideali e su ciò che realizzavano di concreto: una rivista, chiamata “SE VUOI” rivolta ai giovani e per i giovani, per aiutarli a trovare la loro strada, ovvero la loro vocazione.
Durante l’incontro, ho cercato di dare qualche suggerimento riguardo l’aspetto grafico della rivista; per affrontare al meglio l’argomento, ho elaborato una serie di slide con i pro e contro della rivista, evidenziando gli aspetti da tenere in considerazione per le future pubblicazioni editoriali.
Appena arrivati l’accoglienza è stata sbalorditiva, quasi inaspettata. Ho trovato un gruppo gioioso, pieno di allegria e voglia di fare. La visita all’interno della loro casa mi ha permesso di vedere dove vivono, dove si riuniscono, dove pregano e dove lavorano. È un luogo dove ognuno ha il suo compito e lo svolge alla perfezione. Ma come ogni lavoro, dopo un po’, c’è bisogno di qualche “corso di aggiornamento”, e noi eravamo lì per questo. Carico di energia ho presentato davanti a una trentina di suore ciò che avevo prodotto (mai visto così tante suore tutte assieme!), ed è stato bellissimo perché ho trovato persone veramente interessate a quello che dicevo, desiderose di avere nuove idee e stimoli su cui basare i loro prossimi lavori. Concluso il momento di presentazione c’è stato un tempo dedicato alla condivisione dove, a seconda dell’area di interesse, si poteva approfondire il tema sviluppato in plenaria. Due ore d’incontro, un’enorme quantità di parole elargite, tra le più appaganti che ho avuto modo di dire nella mia vita fino ad ora.
Il mio lavoro si è concluso condividendo qualche spiegazione e approfondimento, inoltre ho fatto anche io diverse domande sulla loro vita e sul contesto in cui operano. Ho visto persone felici, che amano quello che fanno, ho trovato professioniste con la voglia di mettersi in gioco e ho conosciuto nuovi colleghi, con cui in precedenza, avevo magari solamente incrociato lo sguardo all’interno dei corridoi IUSVE. Un’esperienza da rifare!

Elena Concato
Studentessa del terzo anno del Corso di Laurea in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Nelle 24 ore di crescita e dialogo reciproci, abbiamo presentato i nostri progetti, e una cosa che mi ha colpita molto è stato l’interesse con cui le suore Apostoline hanno accolto i nostri suggerimenti.
Dopo una prima fase in plenaria, ci siamo suddivisi in vari team di lavoro: chi si occupava della redazione e del copywriting, chi del merchandising, chi di grafica, chi di media education e chi, come me e Silvia, di formazione per campi scuola e grest.  È stato un momento di creatività condivisa, di scambio di pensieri e punti di vista, che ho avuto modo di apprezzare ancora di più soltamente dopo essere tornata a Verona. 
I momenti conviviali e ludici, ci hanno permesso di conoscere meglio questa realtà che concilia nella formazione di giovani, educatori, animatori e vocazioni di varia natura la missione evangelica e la comunicazione, due aspetti molto importanti nel mondo della Chiesa.
La bontà e la tenerezza con cui siamo stati accolti mi hanno lasciata senza parole. 

È stata proprio una bella esperienza di crescita personale e professionale.


Alexandru Onel
Studente del terzo anno del Corso di Laurea Triennale Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Mestre

L’esperienza che abbiamo vissuto è stata inaspettatamente sorprendente.
Io mi sono occupato della parte di merchandising, nella mia presentazione, infatti, ho parlato del brand che ho ideato per avvicinare i giovani alla fede con l’intento di far passare il messaggio che di fronte alle difficoltà della vita, ci sarà sempre Qualcuno al loro fianco. Per questo ho proposto una linea di magliette contenenti simboli che riconducono alle relazioni umane ma anche alla sfera religiosa; per veicolare il messaggio, ho scelto un capo di abbigliamento in quanto si trova a essere “a contatto” con la persona.
Tra risate, chiacchere e giochi, mi sono sentito un po’ come a casa, pranzare e cenare con loro, ci ha permesso di conoscerci e conoscerle, campendo ancora meglio come vivono. Mi ha stupito molto la loro voglia di crescere e il loro costante impegno per poter migliorare la comunicazione rivolta ai giovani.
Questa esperienza ha arricchito il mio bagaglio culturale e mi ha permesso di conoscere, condividere e di avere un confronto con altre persone di età, pensieri e con stili di vita diversi dal mio.

Silvia Savoia
Studentessa del terzo anno Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale - Campus di Verona

Condivisione. Una parola molto utilizzata nella nuova era delle tecnologie tanto che, siamo quasi andati a perderne il significato più profondo. Invece io l'ho ritrovato in poco tempo, riscoprendolo nei gesti e nelle azioni delle Suore Apostoline che, con la loro gentilezza, il loro sorriso e il loro saper ascoltare, hanno saputo ricordarci quale sia il vero valore della condivisione. Infatti, è stato un weekend all'insegna dello scambio in quanto è stato possibile presentare idee e progetti in tema di Media Education e, conseguentemente, ci ha permesso di sviluppare dibattiti più che costruttivi. Credo sia stata un’occasione gratificante per entrambe le parti, per ascoltare l'altro, per imparare e arricchirsi di nuove conoscenze. Dal canto nostro, abbiamo potuto fornire alcuni nuovi approcci alla comunicazione, specie quando si considera la relazione con i giovani, e dall'altro ci sono stati trasmessi implicitamente tanti semplici consigli su come essere “brave persone”, per noi spendibili nel nostro futuro di comunicatori. Sicuramente il calore della loro accoglienza, la loro simpatia e la loro genuinità hanno contribuito a farci sentire subito in una piccola grande famiglia, dove tutto è per tutti e per tutti c'è sempre un posto a tavola.

Jacopo Masiero
Studente del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Web Marketing e digital Communication - Campus di Mestre

Insieme alle responsabili della redazione ci siamo interrogati su quali attenzioni avere, come educatori, per accompagnare i giovani a vivere in modo positivo, critico e felice il reale mondo della rete.
È stato un weekend molto intenso, ma allo stesso tempo ricco di condivisioni e di confronti dove ho avuto modo di mettere in gioco le tante competenze acquisite in questi anni di Università e la mia esperienza, a contatto con i ragazzi, come media educator e capo scout.
Sono contento di aver incontrato persone che hanno a cuore il bene dei ragazzi e che hanno il coraggio di mettersi in discussione, con l’obiettivo di aiutare i giovani a raggiungere una felicità piena.
L’augurio che ho lasciato loro è stato quello di continuare a impegnarsi per far conoscere i nuovi linguaggi e i luoghi abitati dai ragazzi, sia online che offline, in modo da veicolare in modo completo il loro messaggio di sostegno e di orientamento vocazionale. Tutto questo con la consapevolezza che, proprio come nell’età dell’adolescenza, anche il mondo della comunicazione digitale, è caratterizzato da velocità e continua evoluzione.

Il professor Francesco Pira ha ricevuto il Premio Karkinos 2018

Il professor Francesco Pira, docente di Comunicazione pubblica e d’impresa nel corso di Baccalaureato/Laurea Triennale in Scienze e tecniche della Comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione, ha ricevuto il 15 dicembre 2018 ad Agrigento, il Premio Karkinos 2018 per la sezione Giornalismo e Comunicazione. 

Il Premio viene assegnato alle eccellenze del territorio, che si sono affermate anche fuori dai confini della provincia agrigentina, ed è organizzato dall’associazione culturale “Antiche tradizioni popolari”. 

La Giuria, composta da 26 persone, ha scelto i premiati tra una rosa di oltre 100 nomi.

La nostra studentessa Francesca Marchese vince il contest video di RaiCom

«Ho gli occhi puntati allo schermo, un piede, poi l’altro, salgo con decisione sul palco della sala conferenze di Palazzo Lanfranchi a Matera (MT), mi volto e ad attendermi, nella mia postazione, trovo un leggio, allestito per il convegno organizzato da RaiCom “Navigare il sapere, quando la Cultura vince in tv”. Mi tremano un po’ le mani, in questi casi è bene stringere qualcosa tra le dita per scaricare la tensione: nella mano destra reggo il microfono (pesa più di quanto mi immaginassi), la sinistra invece è impegnata a giocherellare con un sottile telecomando fornitomi per scorrere le slide durante la presentazione del progetto realizzato per HubArt Matera 2018. 

Luce. Tanta luce. Da qui riesco a guardare negli occhi, cercando di non farmi abbagliare, le persone che siedono alla prima fila, e con piacere noto che sorridono. Gesticolo molto, credo che il pubblico lo abbia notato. In un attimo cessa la salivazione, completamente, ma riesco a non farlo notare. La sfida è doppia: intrattenere e incuriosire sia gli ospiti di fronte a me sia le persone che mi stanno guardando a casa tramite la diretta Facebook, e che meglio mi conoscono.»

Strano pensare che tutti questi pensieri mi siano passati per la mente nel giro di pochi secondi, eppure è così.

Strano pensare che a 20 anni io possa vincere un concorso di RaiCom e che venga ospitata a Matera per presentare l’idea creativa alla base dello spot pubblicitario realizzato.

E invece, nonostante la mia incredulità, è successo davvero. Il 24 novembre ho trascorso i 10 minuti più importanti del mio percorso IUSVE perché ho discusso il mio progetto per la valorizzazione di Matera 2019 di fronte a professionisti e funzionari Rai. Ho accettato la sfida con piacere, con la determinazione di chi vuole togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Alla base della strategia c’è l’uso degli archetipi come lo strumento più utilizzato nello storytelling, dalla fiaba al film, passando per la pubblicità. Per tale motivo nella slide Monetizzazione ho inserito un bello 0 al centro, creando curiosità e spiegando che, trattandosi di un’eredità psicologica collettiva e innata, l’archetipo non si può comprare, si può solo attivare. In aggiunta ho dimostrato un’eventuale applicazione dello spot alle Instagram Stories e alle inserzioni pubblicitarie su YouTube, integrando altri codici per una maggior riuscita del messaggio.

La distanza avrebbe potuto creare diffidenza, sono 901 i chilometri che mi separano dalla prossima Capitale Europea della Cultura, invece, sotto gli occhi increduli di chi mai lo avrebbe immaginato, tra tanti studenti e professionisti in gara, io ho vinto e ho fatto valere le mie idee.

Il complimento più gratificante è provenuto da chi a Matera ci è cresciuto, il sindaco della città, ed il momento più emozionante si è verificato quando una cittadina, ospite alla conferenza, mi ha ringraziata per le parole spese ed ha apprezzato l’espediente da me adottato dello studio della vicina Venezia come chiave di lettura per comprendere la lontana Matera, nel loro essere città stoiche, ovvero che rivendicano il diritto di mantenersi sempre uguali a loro stesse.

Non posso far altro che ringraziare IUSVE e chi mi ha dato gli strumenti, in poco più di una anno, per poter vincere un concorso RaiCom. 

La più grande conquista è alzare l’asticella delle aspettative, nei nostri confronti, di chi abbiamo di fronte e riuscire in un’impresa in cui tutti ci davano per falliti.

Video realizzato per il concorso

Intervista a Francesca Marchese

Edoardo Castagna ci racconta la sua esperienza a Shangai con IUSVE e USAC

Che ci crediate o no è un attimo passare dal cuscino del divano di casa propria al cuscino del sedile di un Airbus A380, pronto per un volo di 11 ore diretto all’aeroporto di Pudong, Shanghai. Esatto tutto è cominciato così, ero seduto sul divano con il computer a spulciare il sito dell’università cercando qualche focus interessante a cui partecipare, cercavo qualcosa da fare a Verona durante il mese di Luglio, nel caso di un evento interessante mi sarei forse spinto fino a Mestre, ma mai avrei potuto immaginare, che quel pomeriggio sarebbe stato l’inizio della mia avventura a Shanghai.
A mia madre quasi venne un colpo quando le dissi che avevo vinto la borsa di studio per poter andare a studiare un mese a Shanghai, ma poi per fortuna si mise l’anima in pace.
Il tempo di firmare qualche documento, ottenere visto e passaporto ed ero in viaggio.
Non ero spaventato dalla barriera linguistica, tantomeno dalla distanza o dal fatto di andare completamente solo, per una volta nella mia vita avevo voglia di uscire dalla famosa comfort zone e fare qualcosa di diverso, quindi non ho esitato un momento quando mi si è presentata l’opportunità.

Appena atterrato ho subito notato quello per cui la Cina è tanto famosa: gente, tanta gente. Ovunque dirigevo il mio sguardo ero sicuro di vedere una miriade di persone.
La confusione era tanta e muovere i primi passi da solo in una città tanto grande non fu affatto facile.
Ma lo spirito di avventura era forte e ho fatto di tutto per farmi capire dai tassisti che difficilmente parlavano inglese, ho persino sperimentato il famoso linguaggio dei segni del classico turista impreparato e in qualche modo sono riuscito a raggiungere il campus universitario che per un mese sarebbe diventato la mia casa.

Durante le quattro settimane di permanenza, ho avuto la possibilità di conoscere persone fantastiche che mi hanno permesso di vivere una delle esperienze più gratificanti della mia vita e ho visitato luoghi che mi hanno incantato nel profondo.
Le lezioni di lingua cinese mi hanno permesso di comprendere, accompagnato da professori madrelingua, le basi per poter cominciare il mio (lungo) cammino nell’apprendere questa affascinante lingua, percorso che ho intenzione di proseguire per essere preparato in vista di un futuro ritorno.
Grazie ai corsi di studio USAC ho inoltre visitato grandi acceleratori e incubatori di startup, che mi hanno permesso di dare uno sguardo da vicino a sfide imprenditoriali di successo, ma anche realtà più piccole spinte dalla passione per le loro idee. Startup non solo cinesi, infatti imprenditori e giovani da tutto il mondo, sono attratti da una economia in rapida crescita e dai mezzi tecnologici che la Cina può offrire a chiunque abbia voglia di intraprendere la sua avventura imprenditoriale.

Alcuni viaggi possono durare giorni, mesi o anni. Altri invece durano per sempre e lasciano un segno profondo nella nostra vita, nel nostro modo di pensare e di essere.
Auguro a tutti di avere un'avventura esaltante come la mia, partendo per scoprire il mondo e imparando a conoscere i propri limiti per poi poterli infrangere, vedendo cose nuove e imparando a vedere la vita di tutti i giorni con occhi diversi.

Grazie a IUSVE e ad USAC e a tutti coloro che hanno reso questo viaggio una indimenticabile esperienza di vita.

Premiati quattro nostri studenti alla Pordenone Design Week dell’ISIA

Il 3 luglio a Pordenone è terminata l’esperienza per sei studenti del Dipartimento di Comunicazione, alla Pordenone Design Week promossa dall’ISIA di Roma. La premiazione dei gruppi vincenti, è avvenuta nella splendida cornice dell’ex Convento di San Francesco. Alessandro Caminiti, Giacomo Caprioli, Giada Gaianigo e Chiara Zaniol, hanno visto riconosciute le loro proposte progettuali per "A contemporary room" soluzioni innovative per MIDJ in Italy, azienda internazionale, leader nel settore del design. per arredare uno spazio abitativo e lavorativo in un mondo sempre più digitalizzato e in particolare per facilitare chi operi nel mondo della musica.
Il Direttore Giuseppe Marinelli ha riconosciuto la valenza positiva della collaborazione tra studenti di formazione diversa, che ha generato ottimi risultati di valore creativo e progettuale.
Questa prima collaborazione, ha aperto la strada a nuove e interessanti iniziative che verranno realizzate in futuro.

Davide Folador si classifica al terzo posto al concorso dell’Unione Internazionale degli Architetti

L’Unione Internazionale degli Architetti (UIA) ha indetto un concorso per la promozione della giornata mondiale dell’architettura in data 1/10/2018. 
Il concorso consisteva nel realizzare un manifesto che rappresentasse l’architettura, gli architetti e il mondo.

Davide Folador, laureando del Corso di Baccalaureato/Laurea triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, ha deciso di mettersi alla prova partecipando al contest.
Ecco cosa ci racconta del progetto:
«Il design del manifesto nasce dalla volontà di esprimere un semplice concetto:
esistono tre forme (quadrato, cerchio, triangolo equilatero) che danno origine a tutte le forme esistenti. In un mondo che sta diventando sempre più complesso, credo che, per una vita migliore, sia necessario un ritorno alla semplicità, a partire dalle cose di tutti i giorni, e che essa debba essere il nostro obiettivo».

Perciò ha deciso di rappresentare il mondo con una semplice composizione, realizzata con le forme base della casa e del sole, rappresentanti il mondo artificiale e naturale.
Il carattere graziato utilizzato è un rimando ai testi di Vitruvio, fondatore dell’architettura come disciplina, e il significato del poster è stato utilizzato all’interno dello stesso come body copy, così da agevolare la promozione del messaggio.

Il poster (il terzo a destra nell’immagine dell’articolo) è stato premiato con il terzo posto da una giuria d’eccellenza, composta da Michael Bierut, Sulki & Min, e Trix Barmletter.

Si ringraziano i docenti Chinellato Aurelio e Noventa Claudio per il supporto al progetto.

Qui tutte le info: www.uia-architectes.org

Il professor Francesco Pira riceve il Premio Speciale Penna Maestra

Venerdì 22 giugno 2018 ad Avola presso il Teatro Garibaldi, il prof. Francesco Pira, docente di Comunicazione pubblica e d’impresa nel corso di Baccalaureato/Laurea Triennale in Scienze e tecniche della Comunicazione grafica e multimediale del Dipartimento di Comunicazione, ha ricevuto il Premio Speciale “Penna Maestra”.



Il riconoscimento è stato assegnato dall’AGIRT (Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici). Molto toccante e significativa la motivazione: “Per il grande lavoro svolto nella piattaforma Sigef dando un forte contributo alla formazione continua dei giornalisti e per l’instancabile attività scientifica di ricerca, da docente universitario, nel campo della comunicazione on line”.
La consegna dei Premi è avvenuta nel corso del seminario sul tema “Immigrazione e mass media, il ruolo della comunicazione nei processi d’integrazione dei richiedenti asilo. Linguaggio, metodologie e tecniche di chi deve lavorare in rete al servizio della società civile”, organizzato dall'associazione Santo Stefano onlus.

Il seminario è stato aperto con una relazione, del professor Pira, sul tema: “Globalizzazione e migrazione: i media, la spettacolarizzazione e la controinformazione dei social network”. 
Dalla relazione, l’elemento che emerge con tutta evidenza, è la contraddizione forte che esiste tra come giudichiamo i comportamenti degli altri e ciò che accettiamo possa entrare a far parte del nostro quotidiano.

Un altro anno di media education nelle scuole del Veneto

Anche quest’anno IUSVE ha dato il suo apporto al percorso formativo delle scuole venete. Grazie ai progetti guidati dal prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, e che hanno visto anche la collaborazione della prof.ssa Drusian, docente di Sociologia dei consumi e del marketing, Metodologia del lavoro scientifico e Storia dei media nel corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche della comunicazione grafica e multimediale, l’anno scolastico appena terminato ha visto numerosi interventi che hanno coinvolto molte scuole di ogni ordine e grado del Veneto.

Dalle elementari fino alle scuole secondarie di secondo grado, i differenti progetti hanno permesso di affrontare temi importanti quali l’uso critico della rete, la gestione della propria privacy e dei social network, la presentazione online, le emozioni in rete e il cyberbullismo non solo con ragazze e ragazzi, ma anche con insegnanti e genitori.

Agli interventi hanno preso parte anche studentesse e studenti IUSVE che si sono impegnati al massimo per offrire delle attività che potessero essere significative, ma al contempo divertenti. Così da lasciare il segno nella mente di chi, ogni giorno, utilizza le risorse digitali.

Il Professor Marco Scarcelli ospite al convegno internazionale Intimacies Online, presso la Roskilde University (Denmark)

Il prof. Marco Scarcelli, docente di Antropologia culturale dei Digital media nel corso di Laurea Magistrale in Web marketing & digital communication, ha partecipato come relatore, al convegno internazionale Intimacies Online, tenutosi presso l’Università di Roskilde (Danimarca).

Il convegno, che ha visto la partecipazione di studiose e studiosi provenienti da oltre 20 differenti paesi, si è concentrato sull’importanza degli ambienti digitali per ciò che riguarda le pratiche quotidiane che vanno ad intersecarsi con l’identità e con l’intimità.

Il prof. Marco Scarcelli ha fatto un intervento sull’importanza della riflessione metodologica quando si includono nella ricerca ragazzi e ragazze promuovendo quello che ha definito “approccio relazionale”. Visto il successo dell'intervento, la presentazione effettuata, diventerà un capitolo per un volume che si concentra proprio sulla ricerca con i più giovani e che sarà pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Routledge.

La studentessa Giorgia Scalchi ci racconta la sua esperienza all’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay

La collaborazione tra IUSVE e USAC ha permesso di attivare delle borse di studio per gli studenti meritevoli che vogliono mettersi alla prova e passare un periodo di studio all’estero, in una delle università partner di USAC. Molte sono le destinazioni nel mondo, tra queste c’è l’Universidad ORT a Montevideo in Uruguay. È stata la scelta di Giorgia Scalchi, studentessa di Licenza/Laurea magistrale in Creatività e design della comunicazione. In questo articolo Giorgia ci racconta la sua esperienza.

“Life starts at the end of your comfort zone”. Questa frase ha accompagnato la mia vita negli ultimi anni e mi ha sempre spronata e incentivata a mettermi in gioco e spingermi oltre a quelle barriere immaginarie che chiamiamo limiti.
Ma la vita, davvero comincia alla fine del nostro porto sicuro? Finora abbiamo vissuto davvero o ci siamo adagiati alla routine di tutti i giorni?
Era da tempo ormai che speravo di poter svolgere il mio tirocinio all’estero, perché si sa, viaggiare apre la mente, rende le persone più indipendenti e autonome e allo stesso tempo in grado di adattarsi alle situazioni più svariate. Così quando a luglio dello scorso anno ho letto il bando messo a disposizione da IUSVE e USAC per studiare un semestre all’estero, il minimo che potevo fare era buttarmi, provarci.
È successo tutto molto in fretta: una volta stampati i documenti e discusso con i miei genitori di questa possibilità, ho inviato tutto il necessario per partecipare al colloquio e poter accedere alla borsa. “C’è solo un posto disponibile, non mi prenderanno mai. Tranquilla mamma che non ti scappo dall’altra parte del mondo”. Il 24 gennaio 2018 ero su un volo per Montevideo, Uruguay. Il primo periodo non è stato facile, per moltissime ragioni, una delle quali era legata al fatto che di spagnolo non sapevo nulla di nulla. “Massì, lo spagnolo è come l’italiano” dicevano, “ci aggiungi la S alla fine delle parole e ti capiscono subito”. Primo giorno, in fila al supermercato, ho lasciato il bancomat a casa e non avevo abbastanza soldi per pagare la spesa. Ci ho provato ad aggiungere S di qua e di là, ma ne era uscita una brutta versione del dialetto veneto e per fortuna le persone lì sono incredibilmente gentili e disponibili e se possono aiutare, Aiutano.

“Tranquilo” e “Hakuna Matata” sono stili di vita. Una delle cose che mi sono portata a casa è senz’altro questo. Modi di dire che spesso qui da noi vengono fraintesi e travisati in mancanza di volontà, irresponsabilità o superficialità. Trovo difficile spiegare con parole mie questi due concetti, quindi per farlo, cito Italo Calvino:
“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.
E di macigni sul cuore per un po’ davvero non ne ho avuti! La prospettiva attraverso cui guardiamo i nostri problemi, spesso è la chiave per poterli risolvere. Talvolta prendere e partire, non significa scappare, ma crescere e tornare più ricchi, e dopo l’Uruguay, è così che mi sento.

Durante il mio percorso ho incontrato persone straordinarie, partendo dagli insegnanti fino ad alcuni compagni di classe, diventati compagni di avventure. Ho impiegato il mio tempo seguendo diversi corsi all’università che non erano strettamente collegati con il mio percorso di studi in Creatività e Design della Comunicazione allo IUSVE, ma che comunque mi hanno dato tanto e di cui ho fatto tesoro. Il corso di spagnolo si è rivelato utile fin da subito per farmi sopravvivere in un paese straniero ed evitare di aggiungere le famose S alla fine delle parole. Le lezioni di Woman’s Activism mi hanno aperto gli occhi su realtà sociali vicine e lontane a me in cui la donna si trova. Musica y Cultura uruguaya mi ha permesso di analizzare in modo critico e oggettivo una società attraverso la sua musica e cultura. Grazie al programma organizzato da USAC ho potuto prendere parte anche a corsi di danza tipici dell’America meridionale, perché se non impari un minimo di samba, salsa o merenghe, non puoi dire di aver fatto tua la cultura di quella magnifica terra. Sempre il programma ha messo a disposizione delle uscite organizzate presso alcune delle cantine vitivinicole più famose dell’Uruguay, dove ho potuto gustare vini deliziosi e avvicinarmi di più agli altri ragazzi del programma che provenivano dagli Stati Uniti.

Ho conosciuto persone da ogni dove: studenti, lavoratori, viaggiatori e sognatori. Ognuno di loro era un piccolo mondo e la bellezza del viaggio sta anche in questo, conoscere mondi nuovi. Ho visto posti, che se chiudo gli occhi in questo preciso instante, riescono ancora a far risvegliare in me quel mix di stupore, pace o adrenalina che ho provato mentre ero lì. Ho imparato ad ascoltarmi nella solitudine e ad ascoltare gli altri nella condivisione. Ho provato l’indipendenza e la dipendenza da quest’ultima e nonostante abbia visto, conosciuto e vissuto realtà nuove e mondi diversi, la verità più grande l’ho ritrovata in me.

A scommettere su sé stessi non si perde mai, perché mal che vada si è tentato e questo non sarà mai un fallimento.