Determinazione e umiltà

È con grande piacere che il Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE vuole festeggiare i suoi 7 anni di vita attraverso i suoi 220 laureati triennali in “Scienze e tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale” e i 23 studenti laureati magistrali in “Comunicazione integrata e design” in questo evento: CONGRADUATION 2014.

Il famoso designer e creativo Bob Norda diceva: «Non occorre cercare per forza la novità, la sorpresa a tutti i costi, l’originalità, l’effetto. Occorre invece trovare l’idea forte che sta dietro ad un fatto, a un evento, a una marca, quello che la rende unica e riconoscibile. Più un marchio vive, si mantiene, come dire, fresco, attuale con il passare degli anni, più l’idea che lo ha sostenuto e contribuito a definirlo è ancora valida, più sento di aver lavorato bene…»

In questi anni mi sono sempre speso e concentrato nel rendere la preparazione degli studenti competitiva nel mercato della comunicazione e della creatività odierna, differenziando la nostra offerta formativa dagli altri Atenei come impostazione del Piano di Studi, nella relazione con i docenti e nella loro preparazione, nel dare un respiro sempre più internazionale, nel portare il mondo dei new media all’interno dell’Università. Tutto ciò ci è riconosciuto giorno dopo giorno dalle nostre aziende partner che premiano la nostra scelta prendendo studenti negli stage o nei project work, magari anche assumendoli al termine di questi periodi.

Così la sfida della nostra Università di caratterizzare i corsi di laurea triennale e magistrale di comunicazione per la loro corrispondenza alle richieste di mercato e a quello che le aziende richiedono come profilo professionale, ma allo stesso tempo impartendo una formazione culturale molto accurata, si è rivelata vincente.

Ma ciò non basta! Qual è “l’idea forte” di cui parla Bob Norda?

Credo che l’Università possa influire nel posizionamento nel mercato del lavoro per un laureato per il 50%. È ovvio che l’Università deve formare comunicatori preparati culturalmente e tecnicamente, ma allo stesso tempo deve renderli capaci di reinventarsi perché il mondo della comunicazione è sempre “in velocità”, è sempre in mutamento. Quindi il rimanente 50% lo mette lo studente con la sua personalità e le sue motivazioni.

In questi anni ho visto passare davanti a me studenti molto talentuosi e altri invece che si sono adagiati nello svolgere il compito assegnato e che magari non erano così appassionati ed assetati di alimentarsi di comunicazione e di creatività oltre ciò che l’Università proponeva loro.

Da due anni abbiamo introdotto il “numero chiuso” per le immatricolazione degli studenti di Triennale e Magistrale, esiguo rispetto alle richieste ma sicuramente efficace sulla selezione dei futuri comunicatori. Nella prova di selezione motivazionale, per verificare le effettive attitudini e caratteristiche dello studente, ricerchiamo due elementi: determinazione e umiltà.

È ciò che ci chiedono continuamente le aziende! Determinazione: perché, essendo così competitivo questo mondo e in continua evoluzione, è necessario sapere dove si vuole andare e come lo si vuole fare! Umiltà perché è un lavoro dove non si è mai arrivati, ma si ha sempre da imparare.

Ovviamente il nostro impegno come Università è di rimanere sempre al passo con i tempi. La nascita delle due nuove lauree magistrali in “Creatività e design della comunicazione” e “Web marketing & digital communication” ha dato nuova linfa al nostro Dipartimento aprendo nuovi orizzonti e nuove strategie in un mix sempre più corretto tra creatività, grafica, new media e marketing. Questa scelta ci ha resi ancora più radicati nel territorio e presenti nel Triveneto, ma non solo, come un percorso universitario dal sapore internazionale.

Quindi la “nostra idea forte” di Università è: preparazione accademica al TOP (“sul pezzo” direbbero i più markettari) con studenti motivati, determinati e umili!

Quindi ancor di più oggi ribadisco quanto già scrissi per l’edizione 2013 di CONGRADUATION: il nostro desiderio sarebbe che ogni studente al termine del percorso accademico si sia conosciuto di più come uomo o donna e che sappia quali sono le sue potenzialità sviluppando una propria “identità comunicativa” che lo renda unico nel competitivo universo lavorativo della comunicazione.