Un’estetica senza identità di genere: proposta per un nuovo allestimento del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto

Studente: Enrica Carnio
Titolo tesi: Un’estetica senza identità di genere: proposta per un nuovo allestimento del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
Docente relatore: Prof. Paolo Schianchi
Docente controrelatore: Prof.ssa Mariagrazia Villa
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Giovanna Bandiera
Data discussione tesi: 08 marzo 2022
Licenza in: Creatività e design della comunicazione

Attraverso il presente elaborato ci si propone di ripensare in modo fluido e non binario l’approccio linguistico e visivo tipicamente utilizzato dallo spazio museale, spazio che per definizione cataloga, ordina e classifica. Nel condurre tale operazione, la cultura queer e le tematiche da essa messe in luce, diventano un ricco punto di partenza per lo sviluppo di un nuovo linguaggio visivo destrutturante, in grado di sollecitare un pensiero critico circa le modalità con cui solitamente si interpreta la realtà. Nel fare questo, la questione del gender e la messa in discussione della sua autorità, così come il liberarlo dal vincolo che lo lega alla sola sfera sessuale, sono la chiave per ampliare notevolmente le implicazioni degli studi queer all’interno di discipline apparentemente distanti, moltiplicandone i livelli di lettura. Si propone dunque un percorso di per sé fluido e trasversale, in cui da un lato la cultura visiva supporta la comprensione di alcuni dei principali temi della cultura queer (tra cui la performance, l’incongruenza, il camp e la definizione del Sè) e dall’altro la cultura queer fornisce una lente attraverso cui rileggere la storia. Ripensare lo spazio del museo in quest’ottica non binaria offre il pretesto per affrontare con sguardo diverso questioni che dall’ambito museale e visivo si muovono contaminando inevitabilmente anche quelli politico, sociale e morale, dichiarando l’urgenza, oggi più che mai, di un approccio che lasci spazio all’indefinito, che destrutturi invece di normatizzare e che interroghi piuttosto di definire.

Through this thesis I want to suggest a fluid and non-binary approach to reread the linguistic and visual system usually implemented by the museum space, which, by definition, is aimed at cataloguing, organizing and classifying. In carrying out such intent, Queer Culture and its subjects become an important starting point for the development of a new destructuring visual language capable of raising critical thinking about the way reality is usually viewed and interpreted. In doing this, the subject matter of gender and the questioning of its authority (as well as its liberation from a merely sexual interpretation) are the key point to broaden queer studies implications within apparently unlike disciplines, multiplying their possible reading levels. Therefore, a fluid and transversal path is proposed: on one hand Visual Culture supports the understanding of some of the main queer issues (such as performance, incongruity, camp aesthetics, and the definition of the self), on the other Queer Culture provides a lens through which reread human history. Using such non-binary point of view to rethink the museum space offers a pretext to tackle with a different perspective important issues, which move from the museum and visual sphere to the political, social and moral ones, declaring the urgency, today more than ever, to adopt an approach that leaves room to the indefinite, an approach that deconstructs instead of standardizing and that ask questions rather than define solutions.