Banalità, originalità e Social Network: analisi visiva e semiotica della comicità di Frank Matano

Studente: Federica Giantin
Titolo tesi: Banalità, originalità e Social Network: analisi visiva e semiotica della comicità di Frank Matano
Docente relatore: Prof. Paolo Schianchi
Docente controrelatore: Prof.ssa Marco Cosimo Scarcelli 
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Nicolò Cappelletti
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Magistrale Internazionale in:  Creatività e design della comunicazione

Nell’era della cultura figurativa, in cui abbiamo la possibilità di comunicare con il mondo intero attraverso un’enorme quantità e varietà di strumenti, una marea di utenti si riversa ogni giorno nei Social Network, al punto tale che distinguersi è diventato l’imperativo presente, e la creatività viene promossa come formula vincente. Per ogni creativo in cerca di originalità, però, vi è un contenuto banale che spopola nel web. Se tutti sono alla ricerca della creatività, credendo di salvarsi così dal demone della banalità, com’è possibile che siano proprio i contenuti banali ad avere grande successo? Puntare il dito contro i Social Network in quanto trituratori della novità, o contro gli influencer poiché esaltatori di una non sempre vera quotidianità, oltre ad essere riduttivo, non è più credibile. Quale reale utilità può avere, allora, parlare di creatività e banalità come opposti? Questa tesi si propone di mostrare come la polarizzazione di questi due concetti sia inefficace, specialmente nell’ambito della comunicazione. Se infatti l’obiettivo è trasmettere correttamente un messaggio, prima di agire bisogna conoscere l’intero campionario di strumenti disponibili, distribuirli sullo stesso piano e scegliere quelli più adeguati ai propri scopi e al proprio pubblico, senza alcun timore o pregiudizio. In un contesto come quello attuale, in cui il successo online può sembrare frutto unicamente di una buona strategia o gusto individuale, riportare la concentrazione sul messaggio e su come costruirlo può rivelarsi un nuovo punto di partenza di fronte ad un problema comunicativo, capace di semplificare poi le fasi successive.

In the era of figurative culture, in which we have the opportunity to communicate with the whole world through a huge quantity and variety of tools, a flood of users pours into Social Networks every day to the point that distinguishing has become the current imperative and creativity is promoted as the winning formula. However, for every creative talent searching for originality, there is a banal content having a great success on the web. If everyone is looking for creativity, believing that they can save themselves from the demon of banality, how is it possible that trivial contents are so successful?
Blaming Social Networks as shredders of the novelty, or influencers since enhancers of a not always true daily life, besides being reductive is no longer credible. How useful can it be to speak of creativity and banality as opposites? This thesis aims to show how the polarization of these two concepts is ineffective, especially into the communication field. In fact, if the goal is to correctly transmit a message, before taking any action you must know the entire collection of available tools, distribute them on the same level and choose the most suitable ones for your purposes and to your audience without any fear or prejudice. In a context such as the current one, where online success may just seem the result of a good strategy or individual style, bringing concentration back to the message and how to build it, can be a new starting point while facing a communication problem also capable of simplifying all the next steps.