Contagioso lo spirito competitivo

Mi sono trovato un giorno in mezzo ad una strana cosa, mai vista e mai sentita prima.
Una gara di idee dentro un’università.

Ragazzi e ragazze di vent’anni, nervosi per lo strano esame che li aspettava, ma anche eccitati perché di fatto l’esame si sarebbe presto trasformato in una competizione alla stregua del torneo Tremaghi di Hogwarts.
Come in tutti i giochi di ruoli, anch’io ho avuto la mia parte: giurato in una giuria tecnica fatta di pubblicitari, professori e rappresenti di aziende committenti. L’enorme problema dello scollamento tra formazione e lavoro, tra accademismo e pragmatismo, tra apprendistato intellettuale e mondo professionale, in quel bellissimo venerdì di settembre mi è sembrato dissolto. O meglio risolto.

Le idee non dormono mai
è il nome della gara. Un nome giusto, che rispecchia efficacemente lo stato d’animo e la condizione psico-fisica di questi 150 ragazzi e ragazze, studenti del secondo anno di Scienze e Tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale dello IUSVE, reduci da una settimana di tanto lavoro e poco sonno. Quattro giorni chiusi in quelle aule, dalla mattina alle ultime ore della sera, per analizzare il brief di una delle tre aziende committenti, per tirar fuori idee lavorando in squadra, per dare a queste idee una chance di vittoria e per decidere infine come vendere il frutto della propria fatica ad una giuria di sconosciuti.

Io invece, che ero appunto uno degli sconosciuti, della tribù dei pubblicitari, ho fissato il ricordo di questa straordinaria esperienza attraverso un’altra immagine: il risveglio delle idee. Perché è di questo, secondo me, che si è trattato.

I ragazzi e le ragazze che ho incontrato avevano ancora negli occhi il torpore dell’adolescenza, ma allo stesso tempo, grazie ad un’università tutt’altro che “accademica” e grazie a questa specie di rito di passaggio, ho visto e sentito in loro quell’energia creativa che è fatta sì di idee ma anche e soprattutto di voglia di fare, di partecipare, di essere in qualche modo artefici del proprio futuro. Belle le proposte, contagioso lo spirito competitivo, indimenticabile l’entusiasmo.