Nel solco di una lunga tradizione

Era l’8 febbraio 1852 quando don Bosco fece firmare su carta bollata da 40 centesimi il primo contratto di apprendistato tra un datore di lavoro e un apprendista. È il primo contratto di lavoro legale registrato a Torino, che di lì a pochi anni diventerà la Capitale del Regno di Italia.

Ancora oggi i Salesiani, e in particolar modo nelle scuole e nelle università, sono impegnati in quest’opera di diffusione di una cultura del lavoro e della sua qualità.
Proprio quest’anno la Congregazione salesiana, che è l’ente gestore dello IUSVE, festeggia i duecento anni dalla nascita del padre fondatore don Bosco che avvenne nel 1815.

«Io credo, e tanti di noi crediamo, che Don Bosco aveva una capacità speciale per sapere leggere i segni dei tempi. Seppe fare propri tanti valori che il suo tempo gli offriva nel campo della spiritualità, della vita sociale, dell’educazione… e fu capace di dare a tutto questo una impronta tanto personale che lo ha distinto e differenziato da altri grandi del suo tempo.
Per questa sua maniera di vivere e di fare, anche noi oggi siamo chiamati a chiedere a Don Bosco di insegnarci a leggere i segni dei tempi, per aiutare i giovani
».

Don Ángel Fernández Artime - Rettor Maggiore dei Salesiani
È proprio su questa linea che lo IUSVE ha lavorato in questi anni: leggere i segni dei tempi per scoprire i valori che il mondo circostante ci offre, per canalizzarli in un’opera educativa e formativa per gli uomini e le donne che costituiranno la società del futuro.

È proprio per questo motivo che con grande piacere il Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE vuole festeggiare 8 anni di vita attraverso i suoi 311 laureati triennali in “Scienze e tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale” e i 33 studenti laureati magistrali in “Comunicazione integrata e design” in questo book: CONGRADUATION 2015.

In questi anni mi sono sempre impegnato nel rendere la preparazione degli studenti competitiva nel mercato della comunicazione, del marketing e della creatività odierna, differenziando la nostra offerta formativa dagli altri Atenei come impostazione del Piano di Studi, nella selezione dei docenti e nella loro preparazione, nel dare un respiro sempre più internazionale, nel portare il mondo dei new media all’interno dell’Università. Tutto ciò ci è riconosciuto giorno dopo giorno dalle nostre aziende partner che premiano la nostra scelta prendendo studenti negli stage o nei project work, magari anche assumendoli al termine di questi periodi. Ancor più quest’anno in cui l’Università è divenuta partner scientifico di numerosi eventi di comunicazione e web marketing a livello nazionale.

Così la sfida della nostra Università di caratterizzare i corsi di laurea triennale e magistrale di comunicazione per la loro corrispondenza alle richieste di mercato e a quello che le aziende richiedono come profilo professionale, ma allo stesso tempo impartendo una formazione culturale molto accurata, si è rivelata ancora una volta vincente. La qualità e l’impegno premiano sempre.
Thomas Edison diceva: «Il genio è per l’uno per cento ispirazione e per il novantanove per cento sudore. Dunque, una persona geniale è spesso soltanto una persona di talento che ha fatto bene i suoi compiti».

Ispirazione, sudore, talento, compiti: sono queste le 4 parole chiave che guidano la nostra Università e la sua proposta accademica.
Da tre anni infatti abbiamo introdotto il “numero chiuso” per le immatricolazione degli studenti di Triennale e Magistrale, esiguo rispetto alle richieste ma sicuramente efficace sulla selezione dei futuri comunicatori.

Nei test scritti e nella prova di selezione motivazionale orale, per verificare le effettive attitudini e caratteristiche dello studente, ricerchiamo proprio questi elementi: l’ispirazione, cioè una parte creativa che è alla base della comunicazione odierna; il sudore che lo vediamo nella volontà di applicarsi nei lavori da svolgere e nelle notti insonne per consegnare un prodotto finito che sia efficace e rispondente alle attese del cliente; il talento che è quella parte di creatività e di comunicazione innata; i compiti cioè la capacità di portare a termine un impegno professionale preso, in modo onesto e corretto.

Durante questi mesi, quando incontravo i miei studenti nei corridoi o nelle aule, continuavano a dirmi che l’impegno era notevole, che le sfide erano alte, che la costanza richiesta era una vera impresa e soprattutto che lo IUSVE oramai è la loro seconda casa. Ecco: lo IUSVE come una casa! Questo è ciò che rappresenta l’università per i nostri studenti.
E da quest’anno con una nuova sede a Verona, che sicuramente offrirà nuove opportunità nel territorio.
Quindi ancor di più oggi ribadisco il nostro impegno come Università di rimanere sempre al passo con i tempi nell’ambito della comunicazione, della creatività, del design della comunicazione, del web marketing, della digital communication, per creare delle vere e proprie opportunità per i nostri giovani.

Concludo riportando quanto diceva don Bosco ai suoi ragazzi «Miei cari giovani: non vi raccomando penitenza e discipline, ma lavoro, lavoro, lavoro».