Sceverare il diamante

Il 10 e 20 settembre 2018 un plotone di studenti dello IUSVE ha fatto visita alla sede di Samo Industries, nota azienda del veronese proprietaria dei marchi Samo, Inda e Siro. L’obiettivo della visita s’inquadrava nel contest noto come Le idee non dormono mai, una sorta di gara, dove gruppi di ragazzi in formazione si fronteggiano a suon di USP, positioning, Mission, Product values e chi più ne ha più ne metta. Sono diversi anni che in autunno si pratica questo gioco, devo dire che ormai è diventata una consuetudine che suscita aspettative e interesse, da parte degli studenti, dei professori, dei committenti. 

Ho avuto la fortuna di parteciparvi almeno tre volte con tre aziende diverse, e con risultati a volte clamorosi. Ma torniamo a questa esperienza. I diversi gruppi (otto) hanno accolto il brief in modo attento, facendo domande non superficiali. L’ingaggio riguardava la stesura di un concept digitale, che partendo dal Brand Inda (nota marca di mobili, specchi, accessori e docce per l’ambiente bagno) doveva svilupparne le linee guida, comprendendo pay off, format del catalogo, format della comunicazione digitale (DEM, social post)

Scrivo qui quello che dissi ai partecipanti in sede di presentazione finale, il 20 settembre. Ogni gruppo ha presentato una pietanza succulenta, assieme a molto companatico, ricchi antipasti, tris di primi, secondi vari e dessert. Il che equivale a dire che veramente gli studenti hanno presentato idee interessanti, spunti creativi professionali ma talvolta, nel timore di fare troppo poco, hanno condito l’idea con accessori non sempre essenziali

Grazie allo staff interno di Samo, formato da Antonia Baruffaldi, Marta Barbiero e Federico Bodini, siamo riusciti a separare “il grano dalla pula” e sì, finalmente, abbiamo contestualizzato il buono che c’era in ogni gruppo. Applicando dunque il “rasoio di Occam” abbiamo profondamente compreso la qualità di un’Università come lo IUSVE; quanto “contenuto di qualità” riesce a trasferire ai ragazzi in formazione, e abbiamo attribuito alla giovane età e alla voglia di dimostrare qualche volo pindarico in più.