Psicopedagogia degli stili di vita

Tipo insegnamento: Obbligatorio

Codice: STC04000

Crediti: 5

Ore: 40

Docenti:

CIVELLI FRANCESCO FRANCO

Finalità dell'insegnamento e apporto specifico al profilo professionale

Favorire l'acquisizione di una adeguata capacità di lettura e di valutazione critica, dei diversi stili di vita, nella loro complessità, pluridimensionalità e mutevolezza, in relazione alle situazioni contestuali e prospettiche e ai mezzi utilizzati (social o altro). Questo al fine di assicurare capacità di esprimere contributi originali, creativi, innovativi in relazione ai potenziali interlocutori, nel rispetto di un’etica che riconosce, nella centralità e nel rispetto della persona i tratti fondamentali.  

 

Trattare di stili di vita significa affrontare un terreno che si configura come spazio di convergenza pluridisciplinare inerente, in particolare, le tematiche tecnologiche, economico – sociali, ambientali e non solo quelle, e, che necessita attenzione ai differenti approcci, strumenti, metodi, linguaggi, simboli. La società digitale è “ipercomplessa”, dove gli stili di vita richiedono di essere considerati da più angoli visuali. Quindi, non è sufficiente un accostamento meramente classificatorio oppure circoscritto ai tempi del consumo, alle forme di benessere o ai criteri di segmentazione tipici del marketing. Un aspetto del tutto rilevante è il superamento dell’approccio lineare tra strumenti e forme di comunicazione e l’affermarsi delle “immagini degli stili di vita”, e la relativa simbolizzazione che contribuisce a farne componenti essenziali di questi ultimi, dove l’“immagine diventa sempre più la notizia” (Cesareo V. -Vaccarini I., “L’era del narcisismo”, Franco Angeli, Milano, 2012). Già una possibile definizione di stile di vita, tra le tante, deve, comunque, tenere conto dei principali aspetti e concezioni dell’essere umano, di questo in relazione e in rapporto a sé stesso, ad altri, a quali altri, ai molteplici contesti, ai diversi aspetti simbolici, a cosa differenzia e a cosa unifica, a cosa ha valore e valore differente, per chi, all’interno di quali “universi”. Gli stili di vita, per essere riconosciuti e compresi, richiedono di prendere in considerazioni consumi, relazioni, interazioni, emozioni, atteggiamenti, bisogni, comportamenti, valori, contesti per valutare cosa li identifica, cosa ne connota l’identità, e come sono influenzati dai mutamenti sociali, tecnologici e ambientali dei diversi ecosistemi. 

 

Psicopedagogia, disciplina capace di evidenziare metodi di approccio, distintività, riflessività relazionale, identità, per interpretare e comprendere gli stili di vita, per affrontare la complessità dei linguaggi dei comportamenti, degli atteggiamenti, non limitandosi alla sola dimensione sincronica ma contemplando anche quella diacronica, prospettica, dove la necessità di confronto con gli scenari, come metodica, assume una rilevanza fondamentale, per dinamica e per le possibili evoluzioni. Psicopedagogia come “spazio del sapere, del conoscere, del comprendere, del riflettere” in modo organizzato dove sono chiamati a confrontarsi dati, informazioni, conoscenze, modelli teorici diversi, a volte, confliggenti con pratiche, con connessioni interdisciplinari, con differenti modalità di apprendere, con concezioni della persona (individuo, agente, consumatore, cittadino) che vengono influenzate dai new media, influenzando questi ultimi a loro volta (percezione e immagine di sé, concezione di sé ecc.). Il capovolgimento rispetto alle forme di comunicazione proprie dei mass media che internet e i new media comportano, chiama in causa l’”uomo comune” con forme di connessione e di interattività (“homo communicans”) che modificano sensibilmente le prospettive e le concezioni che la persona ha di sé “in relazione a” (se stessa, altri, contesti ecc.) ma anche in situazioni di scambio, di consumo (“homo consumens”) di cambiamento, di incertezza. Di conseguenza la necessità di valorizzare e approfondire alcune chiavi di lettura che ineriscono le differenti segmentazioni connesse ai diversi stili di vita, ai molteplici contesti e ambiti con i quali i processi di comunicazione impattano non solo a livello delle componenti individuali, o dei diversi gruppi ma al cospetto delle organizzazioni e a livello inter-organizzativo. Un esempio concreto è dato dall’infodemia, diventata protagonista, in concomitanza con la situazione pandemica del COVID-19 e un altro esempio connesso al ruolo delle “fake news” rispetto al ruolo e alla deontologia del professionista della comunicazione..

Prerequisiti richiesti

Sono connessi al percorso di studi effettuato e alla capacità di messa a valore critico e integrato di quanto appreso e acquisito negli esami di sociologia, di psicologia, di antropologia, delle diverse discipline sociali e alla relativa capacità critica e di riflessione articolata.

Competenze

Il percorso prevede l'utilizzo di case history, di business case, di filmati per favorire nei discenti quanto caratterizza un approccio strategico e originale alle situazioni e quanto rappresenta la specificità di un approccio e di una prassi professionali. Al termine dell’insegnamento lo studente dovrà essere in grado di: - analizzare criticamente situazioni complesse; 

- verbalizzare con un linguaggio articolato che comunichi efficacemente e adeguatamente a target diversi; 

- elaborare con pensiero originale quanto compreso rispetto ad uno specifico ecosistema sociale. 

Abilità

Si procederà per favorire, nella cornice dei "descrittori di Dublino" a livello 7, relativi all’European Qualification Framework – EQF, quanto è capacità di elaborare e applicare idee originali, a fronte di ambiti non familiari o in contesti interdisciplinari più ampi, nel rispetto della specificità degli approcci, con una consistente attenzione alla formulazione di giudizi e di valutazioni che non si fermino ad una generica etichettatura o categorizzazione (classificazione nominalistica, label approach, stereotipia, pregiudizi ecc.) ma che rispecchino capacità di riflessione rispetto alle responsabilità sociali ed etiche proprie dell'attività professionale del comunicatore.

 Sono, fondamentalmente, di:

 - mettere in campo la capacità critica di individuare collegamenti tra realtà contestuale, sociale o organizzativa, con la quale il discente si trovi ad entrare a confronto, con gli aspetti analitici e metodologici che caratterizzano e delineano un approccio professionale; 

 - attivare adeguata curiosità finalizzata, avvalendosi di opportune domande, rispetto alle possibili situazioni in cui si troverà a interagire e a trovare adeguate soluzioni, a fronte di problemi inevitabilmente complessi; 

-  interpretare le dinamiche articolate degli ecosistemi sociali con cui si troverà a rapportarsi, utilizzando un linguaggio appropriato che sappia modulare i diversi registri, che sia di positiva articolazione tra dispositivi propri della società digitale e della dimensione antropologica delle persone e dei diversi aggregati (gruppi, comunità, organizzazioni, società, ecc.) 

Conoscenze

Devono essere messe in campo dagli interessati con le opportune articolazioni che riguardano non solamente l'infosfera ma anche quello che concerne l'"onlife", nell'accezione data da Luciano Floridi, "Pensare l'infosfera. La filosofia  come design concettuale", R. Cortina editore, Milano, 2020. Devono connotarsi per una comprensione critica e originale dei principi e delle teorie che si collegano alla comunicazione nelle sue diverse declinazioni e quindi sul piano sociale, filosofico, antropologico, psicologico, semantico, culturale, tecnologico, ambientale.

Bibliografia

Per l'esame:

- MORACE F., “ConsumAutori. I nuovi nuclei generazionali”,Egea, Milano,2016

- WALLACE P., “La psicologia di internet”, Cortina editore, Milano 2017 (capitoli da 1 a 7;da 10 a 12) - DISPENSA a cura del docente per approfondimento e riflessione guidata dei temi trattati

 

 Bibliografia di riferimento per approfondimenti:

- AIME M., "Classificare, separare, escludere", Einaudi Editore, Torino, 2020;

- ALESSI C., “Tante care cose. Gli oggetti che ci hanno cambiato la vita”, Longanesi, Milano, 2021; 

 - ALTER A., “Irresistibile. Come dire no alla schiavitù della tecnologia”, Giunti, Firenze, 2017;

-  AUGE’ M., “Cuori allo schermo. Vincere la solitudine dell’uomo digitale”, Piemme, Mondadori libri, Milano, 2017,

- BARICCO A., “The game”, Einaudi Editore, Torino, 2018

- BAUMAN Z., “Homo consumens: lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi”, Erickson, Trento, 2007; 

- BONESCHI B., “I migliori oggetti della nostra vita”, Il Mulino, Bologna, 2016

 - BRABANDERE (De) L. - INY A., “Thinking in new boxes: A new paradigm for business creativity”, Random House, New York, 2013;

-  CESAREO V. -VACCARINI I., “L’era del narcisismo”, Franco Angeli, Milano, 2012;

-   DE BIASE L., “Homo Pluralis. Essere umani nell’era tecnologica”, Codice edizioni, Torino, 2016

 - DANESI M., “La comunicazione al tempo di internet”, Progedit, Bari, 2013;

-  DEUTSCHER G., “La lingua colora il mondo. Come le parole deformano la realtà”, Bollati Boringhieri, Torino, 2013;

-   DI FRAIA G., “Fare marketing con l’AI.”, Hoepli, Milano,2020

-  FLORIDI L., “La quarta rivoluzione. Come l’infosfera sta trasformando il mondo”, R. Cortina Editore, Milano, 2017;

-  FLORIDI L., “Pensare l’infosfera. La filosofia come design concettuale”, R. Cortina Editore, Milano, 2020;

-  FRANCESCO, “Laudato si’. Lettera enciclica sulla cura della casa comune”, Paoline Editoriale Libri, Milano, 2015;

-  FRANCESCO, “Fratelli tutti. Sulla fraternità e l’amicizia sociale”, Marsilio, Venezia, 2020;

 - GALIMBERTI U., “I miti del nostro tempo”, Feltrinelli, Milano 2009;

- GLADWELL M., “Ouliers. The story of success”, Black Bay Books, Hachette, New York, 2008; 

 - HARARI Y. N., “Homo deus. Breve storia del futuro”, Bompiani, Milano, 2017;

-   LEONHARD G., “Tecnologia vs Umanità. Lo scontro prossimo venturo”, Egea, Milano, 2019;

 - NICHOLS T., “The death of expertise”, Oxford University Press, New York, 2017;

 - PAGLIA V., “Il crollo del noi”, Laterza editori, Bari, 2017; 

- QUARTIROLI I., “Internet e l’Io diviso. La consapevolezza di sé nel mondo digitale”, Bollati- Boringhieri,Torino,2013; 

-  RIVA G., “Psicologia dei nuovi media. Azione, presenza, identità e relazioni”, Il Mulino, Bologna, 2012;

-   RODOTÀ S., “Il mondo della rete. Quali i diritti, quali i vincoli”, Laterza-, Roma, 2014;

-  SPITZER M., “Demenza digitale. Come la nuova tecnologia ci rende stupidi”, Corbaccio-Garzanti, Milano, 2013;

-  SPITZER M., “Solitudine digitale. Disadattati, isolati, capaci solo di una vita virtuale?” Corbaccio-Garzanti, Milano, 2016;

-  TOURELL SØDERBERG M., “Il metodo danese per vivere felici. Hygge”, Newton Compton, Roma, 2020. 

Focus

 Si concentra sulla complessità delle dinamiche individuali, personali, relazionali (Sé/Altro/Altri/ Gruppi di riferimento), valoriali, contestuali (Gruppi/organizzazioni/ecosistemi) e delle diverse scale con le quali ci si dovrà raffrontare (temporali, spaziali, culturali ecc.). Si evidenzierà, infine, la rilevanza della crescente accentuazione delle “distanze”, dei differenti “divide” digitali, culturali, sociali. Si opererà per riconoscere come la dimensione soggettiva, sia fondamentale per comporre e ricomporre differenti elementi per favorire quanto è creatività.  

Metodologia

Si  utilizzeranno  diverse metodiche  per favorire  i processi di apprendimento, di consapevolezza, di acquisizione e riflessione critica di conoscenze. Si prevede, altresì, nella fase finale del percorso, un momento di "palestra" , dividendo gli studenti in piccoli sottogruppi con una presentazione da parte di ogni sottogruppo di uno specifico argomento ( argomento che impegnerà preliminarmente il sottogruppo) ai restanti studenti con un tempo predefinito di circa 30 minuti per ogni presentazione,  ottenendone un feedback (nella logica e metodica di una peer evaluation) rispetto ad una serie di fattori. Anche la dispensa prodotta dal docente, che ripercorre l'intero percorso, è strutturata con una serie di domande di verifica di quanto trattato, per facilitare i processi di analisi, acquisizione, riflessione, rispetto ai temi trattati.

Criteri di valutazione e Modalità d'esame

L'esame è orale e prevede:

 1. la presentazione critica di un argomento, estratto a sorte prima del termine del corso. L'esaminando potrà effettuare detta presentazione con utilizzo di Power Point o con una tesina scritta;

 2. la dimostrazione di aver acquisito capacità di comprensione critica di alcuni dei temi trattati durante il corso. Il tutto verrà valutato avendo come riferimento i descrittori di Dublino con una scala di valutazione a cinque intensità (da scarsa presenza a elevata presenza). 

Contatti e Orario di ricevimento

Il docente può essere contattato direttamente via mail: f.civelli@iusve.it. Per il ricevimento questo può essere concordato nelle giornate calendarizzate per le lezioni, al termine delle stesse.