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Ecco gli elaborati e le eccellenze realizzate dagli studenti del Dipartimento di Comunicazione e articoli, attività di comunicazione e pubblicazioni realizzati dai nostri docenti.

Psicopedagogia degli stili di vita: il Presentation Design con Giorgio Renzi (H-FARM)

Durante il corso di Psicopedagogia degli stili di vita, tenuto dal Prof. Nicola Giusto, nell'ambito della laurea magistrale in Web Marketing e Digital Communication, si segnala l'intervento online come ospite di Giorgio Renzi, Manager @Enabling Solutions di H-FARM, con il quale approfondiremo e avvieremo un confronto sul mondo del Presentation Design, imparando a comunicare progetti, prodotti, soluzioni grazie alle strategie e agli strumenti tipici di storytelling e design thinking.
Un ciclo in tre sessioni, incentrate a approfondire il mondo del contenuto, le logiche della narrazione e le regole della visualizzazione.

Ecco il video del progetto #RIEMPIAMOILSILENZIO realizzato in collaborazione con IUSVE

Un grandissimo esperimento artistico e sociale che ha riunito più di 160 artisti da ogni parte d’Italia in una grande orchestra virtuale, la più grande del lockdown italiano, che ha accompagnato la splendida voce di Amii Stewart sulle note di “Esseri Umani” per dire grazie a quella meravigliosa squadra di eroi “invisibili” che per mesi ci hanno rassicurato con il loro lavoro e hanno alimentato quel senso di normalità che in questo periodo ci era mancato così tanto.

A curare le fasi di progettazione, produzione e comunicazione un team formato da tre docenti del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE: Cristiana Rossato, Ugo Guidolin e Giovanni Vannini, coadiuvati dagli studenti Sebastiano Corrò e Miriam Gangemi, assieme ai frequentanti il Corso di Organizzazione Eventi e Ufficio stampa.

La musica non si ferma, la musica unisce e con la musica #riempiamoilsilenzio.

 

Marina Ghenda nominata ambasciatrice AIAP del Friuli Venezia Giulia

Marina Ghenda, laureata nel 2016 in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale, corso Senior, del Dipartimento di Comunicazione, è stata nominata dal Consiglio AIAP come Ambasciatrice rappresentante del territorio nazionale per il Friuli Venezia Giulia.

AIAP è l’unica associazione italiana che dal 1945, ha come obiettivo principale promuovere, tutelare e accrescere la professione e la cultura del progetto grafico e del design della comunicazione visiva, con una attenzione particolare alla rappresentazione delle transizioni che la professione attraversa nel tempo ponendo al centro ruolo, responsabilità e competenze del designer della comunicazione visiva. Riunisce alcune delle eccellenze del progetto grafico e del design della comunicazione visiva italiana distinguendosi per le attività e le azioni che hanno contribuito al consolidamento della disciplina in ambito professionale e formativo.

Marina Ghenda Muove i primi passi lavorativi presso lo studio di Giorgio Camuffo a Venezia dove ha l’opportunità di seguire seminari e stage tra i quali: Tibor Kalman, Massimo Vignelli, David Carson, John Maeda, Stefan Sagmeister.
Dal 1995 lavora come libero professionista e in quest'ultimo anno è socia fondatrice dello studio Enter. Nel 2012 si iscrive alla al Corso di Laurea in Scienze e tecniche della comunicaizone grafica e multimediale dello IUSVE, dove nel marzo del 2016 consegue la Laurea triennale con la tesi progettuale “Il logo tra solido e liquido, Dal bollo laterizio a Sagmeister”, relatore prof. Aurelio Chinellato, presidente prof.ssa Giovanna Bandiera.
In occasione dei vent’anni di attività pubblica la monografia Questa non è una e. Enter, graphic & editorial design, che raccoglie alcuni tra i suoi lavori.

Risultato del contest per “l’allestimento e la comunicazione Attico Interni-Staygreen”

Attraverso una presentazione in live streaming a cui hanno partecipato tutti i gruppi di lavoro, la committenza e i docenti, si è brillantemente conclusa l’intensa settimana di lavoro del Laboratorio di Exhibition Design, dei professori Aurelio Chinellato e Claudio Noventa, per gli allievi del corso Digital and Graphic Design di Verona. Il tema su cui si sono impegnati era molto complesso in quanto legato ad un’esigenza emersa a causa del COVID-19: creare un progetto di allestimento virtuale da prevedere per il nascente Fuorisalone online, una piattaforma che sostituisce l’importante evento della design week milanese.

L’annullamento del Salone del Mobile di Milano e degli eventi ad esso collegati, ha posto molte aziende impegnate nel mondo del design, di fronte alla necessità di trovare un sistema comunicativo funzionale ed efficace; tra queste aziende, ATTICO interni – STAYGREEN, ha attivato l’idea di un allestimento in bilico tra la concretezza e virtualità degli oggetti da presentare nel rinnovato show room veneziano, in modo da non perdere le importanti connessioni col mercato.

I gruppi di lavoro hanno presentato proposte spendibili e innovative, portando i committenti e i docenti al difficile compito di decretare la scelta dei progetti migliori su precisi criteri di valutazione.

Il risultato finale ha visto la seguente classifica dei progetti esposti.

Primo posto GRUPPO 10, composto da:
Giada Pizzighella, Monica Sauro, Micol Bottarelli, Emma Castellan

Secondo posto GRUPPO 5, nomi cognomi e matricole:
Sarah Martini, Angela Masiero, Aurora Ravelli, Benedetta Zaninello

Terzo posto GRUPPO 6, nomi cognomi e matricole:
Isabella Plebani, Martina Reggiani, Giulia Piovini, Camilla Benetti, Beatrice Rover, Benedetta Bicego

Segnalato GRUPPO 8, nomi cognomi e matricole:
Marco Slanzi, Giulia Tommasi, Stefano Rigon, Pietro Padovani, Giovanni Pancrazi

Lettera da Gerusalemme: l'ultimo video curato da Lisa Pizzato

Nel giorno di Pasqua è uscito il video di "Lettera da Gerusalemme", il nuovo singolo dei The Sun, rock band vicentina attiva da oltre 20 anni, che con questo brano lancia un messaggio di speranza ispirato all’evento pasquale.

Il video è stato realizzato da Lisa Pizzato, laureata in Scienze e Tecniche della Comunicazione Grafica e Multimediale del Campus di Mestre. In questo articolo Lisa, ci spiega l'intero progetto.

Quando sono stata contattata per realizzare il videoclip e ancora non conoscevo tutti i particolari del progetto non sapevo cosa aspettarmi, ma di sicuro non immaginavo si sarebbe rivelata una collaborazione così proficua e costruttiva. Le linee guida erano chiare e diversi dettagli già ben definiti, così come l’intento del lavoro: un video animato che arrivasse al cuore delle persone e che aprisse la strada al nuovo album in arrivo. Di certo non una sfida da poco!

Il tema centrale del brano è l’amore e il videoclip vuole essere la trasposizione visiva di quel sentimento dolce e rassicurante, misterioso e concreto che c’è tra una bimba e chi l’ha creata. La piccola protagonista, infatti, nasce dall’inchiostro di una piuma, prende vita e comincia ad esplorare il mondo. Lungo il suo cammino è accompagnata dalla mano creatrice: spesso non si vede, ma è sempre vicino a lei, pronta a risollevarla ed aiutarla.

Ho messo da parte le insicurezze e mi sono messa al lavoro: l’obiettivo da raggiungere era lì davanti a me, non rimaneva che percorrere la strada, nonostante la salita ripida e i piedi a volte incerti.

Nel video si pone l’accento sui piccoli gesti d’amore compiuti attraverso le mani, filo conduttore dell’intera storia. All’inizio del video la bimba è solamente un disegno a tratto: pochi colori e segno essenziale. La bimba passa i primi minuti a ricevere amore e protezione, ma è nel momento in cui decide di agire e donare a sua volta l’amore ricevuto che si riempie di colore e di gioia. Fare e rifare del bene, all’infinito, donandosi per gli altri, porta alla completa realizzazione dell’opera.

Animato frame by frame, il video è composto da migliaia di disegni e punta ad emozionare gli spettatori attraverso un look&feel artigianale, portandoli per qualche minuto a rivivere quei sentimenti puri e sinceri tipici dell’infanzia.

Laureata nel 2019, da allora mi sono mossa in diversi ambiti della comunicazione, tra cui l’animazione. Ho ancora molto da imparare, ma sicuramente è un campo in cui mi sento a mio agio, dato il mio background legato all’illustrazione (dopotutto, l’animazione è fatta di disegni in sequenza).

Guarda il video su YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=xXU5QioyeX0&t=6s

Sito web della band
https://www.thesun.it/

Approfondisci il progetto
https://www.francescolorenzi.it/2020/04/lettera-da-gerusalemme-la-storia/

 

Crystal Foundation: l'ultimo video curato da Sebastiano Corrò

Sebastiano Corrò, studente del terzo anno in Scienze e tecniche della comunicazione grafica e multimediale del Campus di Mestre, ha pubblicato con la sua band 'Inner Earthquake' il loro ultimo lavoro: un videoclip musicale con relativo concept e progetto grafico.

In collaborazione con Riccardo Calzavara, Laureato del Dipartimento di Comunicazione, hanno sviluppato il tutto partendo da zero, intervenendo sui micro e macro aspetti della canzone nel suo complesso, realizzando un prodotto multimediale articolato e coerente.
 
Partendo dagli studi sullo storytelling che entrambi stanno coltivando, hanno realizzato un prodotto transmediale che trascendesse il semplice video musicale, con una cura particolare anche per la parte estetica, a cui hanno riservato grande attenzione.
 
L'istruzione dell'università ha svolto un ruolo importante per lo sviluppo delle competenze che questo lavoro ha richiesto; sia dal punto di vista tecnico che progettuale.
 
 

Filippo racconta la passata esperienza a Shanghai con IUSVE e USAC

Ricordo bene quando sulla home del sito dell’università uscì il bando per trascorrere un semestre all’estero. Aspettavo quel giorno da parecchio tempo e non vedevo l’ora di candidarmi.
Una volta inviati i materiali richiesti e concluso il colloquio non c’era nient’altro che potessi fare se non aspettare.
Il 26 febbraio 2019 venne pubblicata la graduatoria e con immensa gioia scoprii di essere il vincitore della borsa di studio che avrebbe reso Shanghai la mia nuova casa per quattro incredibili mesi.

Dopo una breve estate, qualche passaggio burocratico e tante feste di ‘buon viaggio’, mi sono ritrovato su un volo di dodici ore con destinazione aeroporto di Pudong, Shanghai, Cina. Non riuscivo a crederci.
Iniziò così un’esperienza magica, alla scoperta di un Paese completamente diverso dall’Italia, dall’Europa e da tutto l’Occidente.
Una cosa molto diversa era la lingua. È vero che Shanghai è la città più globalizzata della nazione, ma è anche vero che, una volta usciti dal contesto universitario, le persone che sanno parlare Inglese sono poche.
All’università ho frequentato un corso di Cinese che mi ha permesso di diventare abbastanza indipendente: dopo qualche settimana ero in grado di ordinare da mangiare (che sarebbe diventata una delle mie attività preferite), chiamare un taxi e iniziare una conversazione (solo iniziare però). Chiaramente ho migliorato anche l’Inglese, la lingua con cui studiavo e interagivo con professori e amici.

Oltre alla lingua, altre difficoltà che si potrebbero incontrare in Cina riguardano l’inquinamento e il sistema politico, che sicuramente non mette il concetto di libertà come prima priorità. A proposito di politica, oltre ai corsi di Cinese, “Marketing Principles”, “Chinese Calligraphy” e “Tai Chi”, scelsi di frequentare quello di “Politics and Government in China”, che mi ha fatto aprire gli occhi sul modo in cui si comporta la Cina in ambito politico, sociale ed economico, e soprattutto sul perché si comporta in questo determinato modo.
Comunque ci tengo a precisare che non mi sono mai sentito in situazioni di pericolo: la sicurezza è garantita ovunque e se si rispettano le regole non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi.

Vivevo 24 ore su 24 con gli altri ragazzi del gruppo USAC, per la maggior parte americani. Credevo che, essendo l’unico europeo e italiano, avrei avuto difficoltà a fare amicizia ma è bastata qualche ora per capire che mi trovavo in mezzo a un gruppo che sarebbe diventata una vera e propria famiglia: persone alla mano, simpatiche e desiderose di passare un’esperienza indimenticabile proprio come me.
Le mie aspettative per quanto riguarda la vita sociale sono state ampiamente e positivamente superate. Io, come la maggior parte degli studenti internazionali, entravo gratuitamente nei locali più “in” di Shanghai. Ci dicevano: “In un mondo di asiatici, che ballano poco, delle persone come voi diventano l’attrazione della serata”. Capii quindi che in Cina essere italiano, alto e biondo poteva avere i suoi vantaggi, più che altro per l’autostima. Molti cinesi, soprattutto nelle zone rurali, mi facevano foto e video, altri mi regalavano del cibo, altri ancora mi offrivano lavori come TikTok star.

A Shanghai c’era sempre qualcosa da fare e il campus in cui vivevo era in una zona molto centrale della città, ma ovviamente ho cercato di viaggiare il più possibile per vedere altre parti della Cina. Molte gite erano organizzate da USAC, altre le organizzavamo noi, a gruppetti.
Tra le tante bellezze che ho visto mi sento di menzionare i giardini orientali e i grattacieli di Shanghai, l’Esercito di Terracotta di Xi’An, il Buddha gigante di Shaoxing, i canali di Pingjiang Lu, l’isola delle scimmie di Zhejiang e ovviamente la mastodontica Grande Muraglia di Pechino.
Ho collezionato ricordi indelebili in questi posti, ma ciò che li ha resi davvero speciali non sono stati i luoghi ma le persone.
Non dimenticherò mai le esperienze che ho vissuto con i miei 美 国 朋 友 (měiguó péngyǒu, letteralmente: “amici americani”). Mi mancheranno le risate in dormitorio fino alle due di notte, le facce perplesse appena ci arrivava al tavolo qualcosa di strano da mangiare, i Bubble Tea presi tra una lezione e l’altra, le serate in discoteca, gli strafalcioni linguistici, il torneo di Tai Chi, il viaggio di ritorno da Pechino distesi su un treno, le contrattazioni al Fake Market, Halloween, il mio primo Thanksgiving, le chiacchierate in metro e soprattutto i saluti dopo l’ultima serata insieme a Shanghai.
Questo semestre è stato un viaggio tanto fisico quanto interiore, che mi ha fatto crescere più di quanto potessi immaginare. È come se avessi vissuto due percorsi in parallelo, uno esterno e uno interno.
Mi rendo conto che per ogni villaggio che esploravo, fragranza che assaporavo, persona che conoscevo e usanza che apprendevo, stavo in realtà esplorando, assaporando, conoscendo e apprendendo non solo aspetti della Cina, ma anche lati di me stesso.
Per ogni passo che fanno i piedi, ne fa uno anche la mente. Questo per me significa viaggiare e questo è ciò che vi auguro.

谢谢 (Xièxiè, grazie)
Filippo Mengo
(Agosto-Dicembre 2019)

Etica, Estetica e Sostenibilità nella comunicazione di moda per il LAB di Advertising & Strategy

Gli studenti del primo anno del corso di Laurea in Advertising & Marketing, del Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, hanno svolto un LAB progettuale per concretizzare le competenze acquisite nel corso di Advertising & Strategy della docente Giovanna Bandiera. Il LAB si è svolto, per gli studenti del campus di Mestre, dal 16 al 20 dicembre 2019 e per gli studenti del campus di Verona dal 17 al 21 Febbraio 2020.

Gli studenti hanno dedicato una settimana allo studio, alla ricerca e alla progettazione di una strategia pubblicitaria, confrontandosi con un committente reale. Questo percorso è stato volutamente incentrato sulla comunicazione di moda etica e sostenibile ed è stato non solo un momento progettuale arricchente ma anche un tempo informativo importante che li ha visti confrontarsi con tematiche ambientali ed etiche.

Il brand che ha aderito al progetto è Eticlò, un marchio di moda sostenibile che propone collezioni realizzate secondo standard biologici e nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’uomo. Eticlò è sinonimo del cambiamento in atto nel settore moda e rappresenta la scelta consapevole di un consumatore attento che però non vuole rinunciare al fascino della moda. L’estetica, quale componente essenziale del marchio, è stata affrontata dai ragazzi in accostamento all’etica, poiché nuove forme di linguaggi sono possibili e anzi necessarie.

Ad affiancare la docente Giovanna Bandiera, l’Art Director, Francesca Bonotto, curatrice della rubrica ModaPuntoCom in IUSVE Cube Radio, la web radio universitaria, dove i temi dell’etica e della sostenibilità nella comunicazione di moda vengono ampiamente trattati e raccontati, anche con l’aiuto di professionisti nel mondo del fashion e dell’advertising.

Queste intense settimane di lavoro hanno portato alla creazione di soluzioni comunicative e pubblicitarie fortemente concorrenziali per il mercato di riferimento e totalmente in linea con la filosofia estetica dell’immagine di Eticlò.

Gli studenti hanno lavorato in gruppi, molti di questi sono stati menzionati dalla committenza per la creatività delle idee proposte, l’aderenza alla mission e alla vision e la trasposizione della strategia nella realizzazione del materiale coordinato per il merchandising. In particolare, sono stati selezionati due gruppi ai quali il brand ha regalato un gadget per l’impegno e che con molta probabilità proporrà collaborazioni future.

A Mestre, si sono distinti per grande capacità di aderenza al brief e astrazione creativa, il gruppo formato da Francesco Tognin, Bettin Serena, Fiorin Sergio Antonio, Florian Roberta, Rubini Camilla, Rigon Eleonora.

A Verona, il gruppo che ha fatto letteralmente esultare la committenza poiché il risultato finale è utilizzabile fin da subito e perfettamente in linea con le attese del cliente è il gruppo: Jessica Begnini, Federica Filippini, Rea Fipaldini la referente, Anna Toso, Anna Marmorato, Francesca Mantuano.

Irene e Asja raccontano l'esperienza a Moscow (Idaho) con IUSVE e USAC

Al momento del colloquio per l’ammissione alla borsa di studio, non avremmo mai immaginato di partire insieme per la University of Idaho. A dire il vero, non lo abbiamo realizzato finché non abbiamo messo piede nel territorio statunitense.

La lontana America durante questi quattro mesi si è rivelata molto più vicina alla nostra realtà di quanto potessimo immaginare, benché gli spazi fossero immensi, così come le distanze.
Il campus in cui abbiamo trascorso quattro mesi si trova nella cittadina di Moscow (Idaho), una piccola realtà rurale. All’inizio, alla vista dei dormitori, siamo rimaste abbastanza sorprese, in quanto la vita di uno studente americano, sia lezioni che tempo libero, si svolge quasi completamente all’interno del campus, specialmente in questa zona abbastanza isolata rispetto alle grandi città.

Eppure, in un luogo così geograficamente ristretto, convivono studenti provenienti da ogni parte del mondo. Il clima che si respira è di positività e apertura, data la numerosa presenza di studenti internazionali. Gli abitanti di Moscow sono cordiali e disponibili e trattano tutti come se vivessero lì da sempre. Molto legati alle tradizioni, spesso si recano al rodeo nel vicino stato di Washington per godersi le gare di velocità in compagnia di tutta la famiglia. Ovviamente, i tradizionali hamburger non possono mai mancare. Prodotto tipico dell’Idaho sono anche i mirtilli, che vengono usati per preparare deliziosi French toast.

Questa università è un importantissimo centro culturale e di ricerca. Agli studenti vengono offerti corsi specifici e diversificati per ogni major (indirizzo di studi). Le strutture sono suddivise in tre aree principali: quella dove vivono gli studenti (Residence Halls e fraternities/sororities), gli edifici amministrativi e quelli dove si svolgono le lezioni, questi ultimi solitamente divisi a seconda delle major. All’interno del complesso universitario, gli studenti hanno a disposizione un’enorme palestra gratuita e totalmente equipaggiata e dei corsi tenuti da professionisti.
Lo sport ricopre un ruolo importantissimo, sia per quanto riguarda lo svago che come forma di socializzazione. I club sportivi e ricreativi (come quello di arte) sono gestiti da studenti e sono anch’essi gratuiti e solitamente a cadenza settimanale. Le università americane mostrano fieramente la loro identità ed i loro colori, attraverso gadget ed eventi a tema, ma soprattutto hanno una propria squadra di football (per noi gli Idaho Vandals) con il relativo inno di battaglia.

Grazie all’Outdoor Program Office (un’organizzazione di escursionisti che organizza uscite naturalistiche per studenti) abbiamo potuto vivere un indimenticabile weekend in campeggio sulla costa dell’Oregon. Lì le guide ci hanno insegnato a fare surf sull’oceano, nel mezzo di un paesaggio mozzafiato. La stessa organizzazione ci ha portate a fare rafting sul Salmon River, che attraversa tutto lo Stato.
Per le vacanze del Ringraziamento, un nostro amico americano ha ospitato noi e altre tre studentesse a Seattle, una metropoli vibrante e moderna, ricca di storia, specialmente per quanto riguarda la cultura pop e la musica grunge. Durante questo soggiorno abbiamo legato molto tra di noi e questo ha dato una svolta decisiva all’andamento dell’esperienza.

Per quanto riguarda i corsi frequentati, studiare in lingua si è rivelato complesso, ma allo stesso tempo ci ha rese più elastiche nell’apprendimento. A differenza delle università italiane, in America non esistono le sessioni d’esame, ma gli alunni vengono testati costantemente tramite quiz e test settimanali. La biblioteca era il nostro luogo d’incontro preferito, dove insieme agli altri studenti ci supportavamo tra un caffè el’altro. Finita la sessione di studio, passavamo tutti insieme un’ora in palestra per distrarci e mantenerci fisicamente attivi.

Noi due abbiamo stretto amicizia con un gruppo di studenti internazionali incontrati durante la prima settimana di orientamento. Ogni volta che uscivamo in compagnia, gli studenti americani si incuriosivano: sebbene gli USA siano una nazione multiculturale, non era normale in Idaho vedere due italiane, un’inglese, una tedesca e due russi nella stessa compagnia durante l’arco di una sera!
Ciò che ci ha fatto unire in modo particolare sono state proprio le differenze tra i nostri Paesi di origine, che
la University of Idaho promuove costantemente come valore aggiunto. In un certo senso, eravamo tutti legati dall’essere diversi.

Specialmente dal punto di vista emotivo, questo semestre all’estero è riassumibile con una parola: opportunità. L’opportunità di mettersi in gioco, di sperimentare, di creare nuovi legami e di scoprire dei lati di noi che non conoscevamo prima di arrivare in Idaho. Abbiamo creato delle amicizie profonde che speriamo di mantenere in futuro, per ritrovarci un giorno tutti insieme in Europa.
Spesso è solo in un ambiente estraneo che ci si rende conto di quanto, in realtà, tutti gli studenti del mondo abbiano lo stesso modo di pensare, aperto e disponibile a condividere dei momenti insieme, senza distinzione di provenienza. Il clima privo di discriminazione o pregiudizi è perfetto per chiunque voglia aprire le proprie vedute e godersi un’esperienza diversa ed arricchente.

Ancora grazie allo IUSVE per questa bellissima opportunità di crescita che ci è stata data e all’associazione USAC che ci ha accompagnate in questo viaggio.

Irene Minute e Asja Ferronato

Gli studenti del Lab di Digital Media e New Technology ospiti alla Bologna Children’s Book Fair

Il Dipartimento di Comunicazione dello IUSVE, ha una lunga tradizione legata ai Lab. I lab sono momenti fondamentali nel percorso formativo degli studenti, momenti di consivisione e lavoro che permettono di mettersi alla prova, rapportandosi con un commitente ed un reale brief. Gli studenti del secondo anno del corso di Laurea Magistrale in Creatività e Design della Comunicazione, durante il Laboratorio di Digital Media e New Technology del prof. Ugo Guidolin, hanno avuto modo di lavorare con Mamma Lingua. Il progetto Mamma Lingua è un'occasione per far scoprire ai bambini italiani che esistono lingue differenti dalla propria affinché si sentano cittadini del mondo. Agli studenti è stato chiesto di: «...scatenare la loro creatività per tradurre la missione e i valori del nostro progetto, che Graziella Favaro ha declinato magistralmente nel Manifesto di Mamma Lingua, in un sistema visivo coerente e coinvolgente, che si trasformi in materiale di comunicazione nuovo, fresco, originale.»

L'esperienza del Lab si è conclusa il 5 dicembre con la presentazione al committente dei progetti ma i prodotti realizzati sono così interessanti che gli studenti saranno ospiti di AIB (Associazione Italiana Biblioteche) e presenteranno i loro progetti alla Giornata regionale di Nati per Leggere Lombardia, mercoledì 25 marzo 2020 e alla prestigiosa fiera internazionale dei libri per ragazzi, la Bologna Children’s Book Fair, mercoledì 1 aprile 2020 dalle 13:30 alle 16:30 in Sala Bolero.

Vai all'articolo: Raccontare Mamma Lingua: cronaca del laboratorio con gli studenti di Creatività e Design dello IUSVE

Complimenti a tutti gli studenti che con impegno e dedizione si sono buttati anima e corpo in questa esperienza, e grazie al commitente che ha creduto in loro.