Un punto di arrivo e partenza per una straordinaria storia di percorso individuale e collettivo.

Questo workshop è un’opportunità per gli studenti della percorso di laurea triennale di misurarsi su un progetto di comunicazione reale. I 5 giorni che seguono il brief della committenza esterna sono un’esperienza straordinaria di lavoro collettivo.

In questa edizione 2012, i 29 gruppi che si sono provati giorno e notte si sono confrontati in una competizione nella quale hanno potuto capire molto della loro capacità raggiunta e toccare con mano i punti sui quali lavorare di più. Il lavoro in team, la leadership, la focalizzazione sul tema, la risposta creativa, l’organizzazione del lavoro, la tensione e lo stress, la lotta con il tempo, la capacità di parlare in pubblico, il confronto con i compagni e la giuria esterna, sono stati i fattori che hanno accompagnato l’azione dei gruppi.

Ha fatto meglio chi è riuscito a combinare in modo armonico ogni aspetto del lavoro e ha fatto emergere le capacità collettive con entusiasmo e cooperazione. E perché no, divertimento. Quello profondo che nasce dal sentirsi forti e capaci insieme, tanto da arrivare a soluzioni creative che rappresentano il frutto di un duro lavoro.

Come dice David Ogilvy: «Non avete alcuna probabilità di avere una buona idea se prima non “fate il compito”, analizzando a fondo l’argomento. Ho sempre trovato molto noiosa questa parte del lavoro, ma è insostituibile». E poi spiegava: «Potete “fare i compiti” fino al giorno del giudizio, ma non avrete un grande successo senza una “grande idea”». Quella “grande idea” a cui si riferisce Ogilvy è l’idea creativa a cui ogni progetto di comunicazione dovrebbe aspirare. E molti dei lavori presentati sono riusciti, magari parzialmente, ad arrivare a una buona idea creativa.

Ho avuto molto piacere di far parte di questa straordinaria esperienza. La “response-ability” di noi giurati di fronte alla presentazione dei lavori è stata accompagnata dalla consapevolezza di trovarci a giudicare dei lavori che contenevano molto più di quello che mostravano nelle tavole e nella presentazione di pochi minuti imposta come regola uguale per tutti e in quanto tale garante di equità.

Credo che questa esperienza rimarrà profondamente incisa in tutti coloro che ne hanno preso parte e sarà un punto di arrivo e partenza per una straordinaria storia di percorso individuale e collettivo.
Perché è proprio così: le idee non dormono mai.